Altin, polmone verde dimenticato

Un tempo era la meta delle gite fuori porta dei feltrini, ora l’accesso è difficile
FELTRE. Chi ha una certa età se le ricorda ancora le feste ad Altin durante l’estate e ricorda questo polmone verde come luogo dove i feltrini andavano a farsi una passeggiata a piedi o in bicicletta. Era la meta delle scampagnate domenicali di molti feltrini che in pochi chilometri ritrovavano la bellezza di un paesaggio ancora integro. I più pigri ci passavano con l’auto, ma le strade, ancorché pubbliche e sterrate, erano tenute bene, in ordine. Un complesso di edifici vivo e pulsante faceva da fulcro a un’area dove la posizione dominante consente spettacolari viste su tutta la Val Belluna e sulle Vette Feltrine inserite nel Parco nazionale delle Dolomiti bellunesi. In un’estate torrida come quella vissuta quest’anno anche dal Feltrino, nei fine settimana sarebbe presa d’assalto da chi cerca un po’ di refrigerio.


Ecco perché fa un po’ tristezza passarci adesso. Le strade di accesso ad Altin, ben collegate con il sistema viario sia a monte con la fascia pedemontana comprendente Vignui, Pren e Lamen, sia Valle con Foen, Feltre e Pedavena, sono messe male. In alcuni tratti sono ridotte a poco più di mulattiere con buchi talmente profondi che in auto bisogna prestare la massima accortezza per non rimetterci le sospensioni e pure con la mountain bike i meno esperti potrebbero avere dei problemi. In un tratto ci sono residui di lavorazione boschiva che di fatto ostruiscono il passaggio. Insomma, Altin non è più ospitale e accogliente come una volta e la chiesa, che si staglia in cima a un colle ed ha un grande valore storico-architettonico per l’essere stata edificata sulle vestigia di un castello più antico, sta quasi a simboleggiare i fasti ormai dimenticati di un tempo, ormai sostituiti dalla trascuratezza attuale, il cui simbolo è la villa, andata completamente distrutta in un incendio.


Oggi l’abitato è utilizzato prevalentemente per attività agricole, ma sarebbe bello che tornasse patrimonio della comunità, magari con l’interessamento del Comune di Feltre per verificare se e in quali termini è possibile dare una sistemazione ai tratti strada bianca messi peggio. Il resto potrebbe arrivare dall’iniziativa privata. Qualche idea c’è, le potenzialità pure. La speranza che è la voglia di ridare decoro all’area finisca per prevalere.
(r. c.)


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