Alcol negato agli under 18 La nuova legge è un caos

Insorge l’Ascom. Dal Poz: «Per i pubblici esercizi è difficile: un sedicenne potrà consumare la birra nel locale, ma gli sarà rifiutata se vuole portarla via»
Di Paola Dall’anese
- Luca Dal Poz
- Luca Dal Poz

BELLUNO. Vendita di alcolici vietata per i minori di 18 anni. Ed è subito caos.

La legge, contenuta nel decreto Sanità, entrata in vigore l’11 novembre scorso ha complicato ulteriormente la vita non solo ai supermercati dove si vendono gli alcolici, ma anche ai pubblici esercenti ora in preda ad una sorta di “schizofrenia” gestionale.

Infatti, la legge vieta di vendere alcolici ai minorenni, ma non ne vieta la somministrazione. Per quest’ultima resta ancora valida la norma che impone il limite solo per i minori di 16 anni. Praticamente, se un ragazzo di 16 anni entra in una pizzeria e mangia una pizza può tranquillamente bersi la birra, ma se chiede una pizza da portare via e insieme anche una lattina di birra se la vedrà negare. Insomma, è tra queste leggi poco comprensibili e contraddittorie che devono muoversi gli esercenti pubblici. E così per la stessa Confcommercio non è semplice dare indicazioni ai propri iscritti. «Stiamo cercando di approntare un cartello che riassuma ai nostri associati cosa possono e cosa non possono fare», precisa Luca Dal Poz, direttore dell’Ascom e referente del comparto esercizi pubblici.

«Con la conversione in legge del Decreto Sanità» spiega Dal Poz «è in vigore da domenica scorsa il divieto di vendita di alcolici ai minori di 18 anni. Bisogna quindi porre attenzione a tutte le operazioni di vendita al dettaglio di alcolici ai giovani; l'esercente è infatti tenuto a verificare l'età dell'acquirente, chiedendo un documento di identità. Ma lo stesso divieto si riferisce anche alle vendite per asporto svolte negli esercizi pubblici (bar, ristoranti, pizzerie ecc.). Questi esercizi dovranno prestare, quindi, particolare attenzione alla vendita di bottiglie chiuse che potranno essere consumate al di fuori dell'esercizio e che quindi non rientrano nell'ambito della somministrazione».

Per il direttore di Confcommercio Belluno, «se entrambe le leggi moralmente sono condivisibili, in quanto si pongono come obiettivo quello di evitare l’abuso di alcol tra i giovanissimi, però nello stesso tempo non sono di facile applicazione». A questo punto, «visto che una norma vieta la somministrazione agli under 16 e l’altra la vendita agli under 18, sarebbe opportuno che il legislatore ponesse un limite unico sia per somministrazione, intesa come cessione di un prodotto finalizzato al consumo immediato sul posto, sia per la vendita: sarebbe tutto più chiaro per tutti», conclude Dal Poz.

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