Aggressione in Comune a Belluno: Della Vecchia accusato di lesioni aggravate

La Procura ha chiuso le indagini per lesioni nei confronti del consigliere comunale Stefani. Depositato l’avviso di garanzia a carico del presidente di Pensiero e Azione, l’associazione culturale di Fratelli d’Italia

Gigi Sosso
I banchi del consiglio comunale con Armando Stefani primo a sinistra in polo rosa
I banchi del consiglio comunale con Armando Stefani primo a sinistra in polo rosa

Aggressione a Palazzo Rosso: ora c’è l’avviso di garanzia. Il sostituto procuratore Marta Tollardo l’ha recapitato a Massimo Della Vecchia. Il presidente di Pensiero e Azione, l’associazione culturale di Fratelli d’Italia, è formalmente accusato di lesioni aggravate dalla minaccia nei confronti del consigliere comunale Armando Stefani, che fino a prima era in quota allo stesso partito, in un secondo momento è passato al Gruppo misto.

Della Vecchia è difeso dall’avvocato di fiducia Daniele Tormen, mentre Stefani potrebbe costituirsi parte civile con Giorgio Gasperin.

L’indagato può chiedere di essere sentito, per cercare di evitare il rinvio a giudizio, in ogni caso ha la possibilità di non andare a processo, trovando un accordo economico con la controparte, per convincerla a ritirare la querela.

Sull’aggravante contestata, si può anche lavorare. Un tentativo via telefono c’era già stato, ma si era concluso con una seconda querela, questa per tentata estorsione. L’alternativa può essere un patteggiamento, che comunque presuppone un risarcimento.

Stefani era andato in questura a presentare una denuncia per l’ipotesi di reato di tentato omicidio, ma è stato il magistrato a riqualificare il delitto in quello meno grave. I fatti sono del marzo 2025, nell’ufficio dell’assessore leghista al Turismo, Paolo Luciani.

Sempre Stefani avrebbe criticato la presunta corsia preferenziale nell’organizzazione di eventi e sagre destinata a Pensiero e Azione, che per questo avrebbe anche percepito dei contributi in denaro pubblico, peraltro mai smentiti.

Sarebbe questo il vero motivo dello scontro tra i due. Secondo una prima ricostruzione, Stefani sarebbe stato preso per il collo e scaraventato a terra, davanti agli occhi di un Luciani, che sarebbe rimasto come impietrito e non avrebbe fatto nulla.

Non è stata chiamata la Polizia locale e nessuna telefonata nemmeno al Suem 118 per il trasporto in ambulanza all’ospedale San Martino. Il presunto aggredito non ci è andato da solo, perché sarebbe stato convinto da qualcuno a non farlo e, solo a distanza di ore, ha deciso di rivolgersi al dottor Fabio Bortot, il suo medico di base, con ambulatorio a Cavarzano.

In tutti questi mesi, Tollardo deve aver fatto interrogare Luciani, come testimone diretto dei fatti e anche Bortot, che può aver riferito sulla visita. Non si sa se ci siano stati degli altri interrogatori, ma eventualmente emergeranno se si dovesse andare al dibattimento.

A quel punto, sfileranno senz’altro in aula, salvo che l’imputato non chieda un abbreviato sugli atti già raccolti dalla Procura. In questi caso, è tutto già scritto. Della presunta aggressione si è parlato in un consiglio comunale concitato, durante il quale il sindaco Oscar De Pellegrin l’ha derubricata in un diverbio tra i due per questioni personali.

Nello scorso mese di gennaio, Stefani ha formalizzato la sua uscita dal gruppo consiliare di Fratelli d’Italia e l’ingresso nel misto, pur garantendo - in linea di massima - il suo sostegno: «Non mi riconosco più nel direttivo locale», ha spiegato il consigliere , «come sanno tutti, ho vissuto una brutta vicenda a Palazzo Rosso e il partito non mi ha minimamente difeso. Almeno avessero sospeso la persona che mi ha messo le mani al collo. Niente. Hanno sempre sostenuto che sono questioni personali. Un assessore mi ha aveva addirittura detto di non andare al Pronto soccorso quel giorno, e io sono stato veramente sciocco ad ascoltarlo». Sarebbe molto interessante sapere di che assessore si tratta.

 

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