Addio a Turra, una vita per la politica

Sindaco, presidente di circoscrizione e consigliere comunale, era anche tra i protagonisti della vita associativa a Vellai
Sergio Turra
Sergio Turra

FELTRE. Addio all’ex sindaco Sergio Turra, che si è spento a 65 anni al Santa Maria del Prato, dove era stato ricoverato domenica sera. Da quest’anno era in pensione, dopo una vita divisa tra l’insegnamento al Rizzarda e l’impegno nell’amministrazione della cosa pubblica e il volontariato religioso, sociale e sportivo.

Alla guida della città era rimasto per un periodo limitato. Era il febbraio del 1992 quando era stato chiamato a prendere il posto di Gianpaolo Sasso (di cui era anche testimone di nozze) sceso in campo alle politiche. Un’esperienza da sindaco durata solo fino al 17 maggio del 1993, quando la sua amministrazione era caduta alla conta dei voti in aula, e in municipio era arrivato il commissario prefettizio Giuseppe Sacchi.

Cresciuto politicamente nell’allora Democrazia cristiana e nel mondo cattolico, il suo impegno era però continuato anche dai banchi dell’opposizione, assieme all’amico (a sua volta ex sindaco) Giovanni Perenzin. E alle comunali del 2012 era tornato a candidarsi a fianco del figlio di Giovanni, Paolo Perenzin. Un impegno che portava avanti tutt’ora come componente del direttivo del Partito democratico di Feltre.

A tradire Sergio Turra, con tutta probabilità, è stato il cuore: conviveva da tempo con seri problemi cardiaci che lo avevano spinto anche a declinare l’invito, che gli era stato rivolto più volte dall’attuale giunta, a dare ancora un contributo attivo all’attività amministrativa.

Aveva accettato comunque un incarico, quello di rappresentante del Comune di Feltre in seno alla cooperativa Feltreghiaccio che gestisce il Drio le Rive; assieme a lui era stata scelta Tania Vergerio, anche lei scomparsa prematuramente nei mesi scorsi.

Commosso il sindaco Paolo Perenzin, che quando era ancora un ragazzino aveva conosciuto Sergio Turra per poi ritrovarlo al suo fianco in consiglio comunale, sui banchi di opposizione nel corso del mandato bis di Vaccari. «La città perde uno dei suoi politici migliori», dice Perenzin. «Sergio è stato un punto di riferimento importante del mondo del cattolicesimo sociale. Persona di raffinata cultura politica e con grande capacità di analisi, era capace in pochi secondi di valutare una situazione e di dare un consiglio sicuro, autorevole».

Sergio Turra era in prima fila anche nella sua Vellai, dalla parrocchia (era membro della fabbriceria) allo sport, con la guida della Dynamo negli anni Ottanta. «Lo ricordo per la sua correttezza e la sua concretezza, è stato lui ad esempio a progettare il capannone della sagra di Vellai che ancora viene usato», lo ricorda Enrico Dalla Rosa, con cui si era alternato sia nel direttivo della società sportiva sia alla presidenza dell’allora circoscrizione.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Riproduzione riservata © Corriere delle Alpi