Acqua non potabile «Da chi di dovere nessuna informazione»
TAMBRE. Proteste per la scarsa informazione sulla non potabilità dell’acqua di Tambre e Spert (Alpago) dovuta alle piogge insistenti di martedì. La segnalazione arriva da un villeggiante che il giorno dopo ha espresso il proprio disappunto per la mancanza di informazioni da parte delle istituzioni contattate. L’uomo, dopo aver aperto il rubinetto di casa, ha visto sgorgare acqua color marroncino.
Dalle ore 12.10 di mercoledì, in successione, Silvio Zanon dichiara di non aver avuto nessuna informazione da parte di alcuna istituzione: «Comunità montana e Protezione civile non hanno risposto alla chiamata, la Polizia locale del Comune Alpago ha detto che avrebbe inviato una comunicazione ai servizi tecnici e i Carabinieri al 112 mi hanno detto di contattare il Gsp che mi ha confermato l’esistenza di problematiche idriche non meglio definite nella mia zona, dovute ai temporali notturni precedenti e che sarebbero cessate per le 18 del giorno successivo».
Zanon insiste sulla mancanca di informazione da parte di chi di dovere e, su suggerimento del Gsp, chiama anche l’Arpav «che specifica che il loro compito è quello di effettuare le analisi solo su richiesta dell’ospedale di Belluno, settore prevenzione, al quale avrei dovuto rivolgermi se volevo ulteriori informazioni. Il centralino dell’ospedale di Belluno prova inutilmente per cinque minuti a contattare la prevenzione, quindi a quel punto desisto (ore 22.20) e mi chiedo: a chi spetta allarmare la popolazione?».
Il passaparola che in queste occasioni, piuttosto frequenti in montagna, è una forma alternativa di informazione evidentemente non basta a Zanon «perché non raggiunge tutte le abitazioni e molti continuano a utilizzare un’acqua che non si sa se sia ancora potabile».
A sbrogliare la matassa ci pensano i social: sul sito di alcuni utenti appare la comunicazione del Bim Gsp che chiede al Comune di Tambre di comunicare la non potabilità dell’acqua per via delle infiltrazioni di fango negli acquedotti. Il passaparola diventa virtuale e i commenti al post da parte dei residenti, abituati a questo tipo di eventi, sono pure scherzosi. Qualcuno ammette pure di averla bevuta. Commento in calce al post: “per un cin de tera no te mor...”. —
E.F.
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