«Accertamenti e catasto impianti i nostri obiettivi»

BELLUNO. Ammontano a 60 mila euro per il 2012 le entrate nelle casse di palazzo Piloni per il rilascio del cosiddetto bollino che attesta lo stato di manutenzione e controllo degli impianti termici. Controlli che sono gratuiti per chi ha inviato l’autocertificazione redatta dal responsabile dell’impianto o dal manutentore convenzionato, con cui si dichiara di aver eseguito di controlli dell’impianto e che viene rilasciato ogni quattro anni. Si tratta di un dato in discesa, visto che il nuovo responsabile delle risorse energetiche della Provincia, Tiziano Cornaviera intende concentrarsi molto di più sull’attività di accertamento e sulla redazione del catasto territoriale degli impianti. «Per il 2012 abbiamo eseguito circa 140 ispezioni per il bollino non più sugli impianti termici delle case, ma delle imprese e dei condomini, quindi con potenze maggiore di 35 Kw», dice Cornaviera.
Quindi la Provincia intende puntare tutto sull’efficientamento energetico, sul risparmio e sul controllo delle emissioni inquinanti in atmosfera.
E a proposito di questo si attende a palazzo Piloni la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale del nuovo regolamento approvato dal Consiglio di Ministri del 15/2 (in attuazione del D.L.g.s. 195/2005 e della Direttiva Europea sul rendimento energetico in edilizia 2002/91/CE) che prevede verifiche per l’efficienza energetica delle caldaie ogni 2 anni per gli impianti termici combustibile liquido o solido e ogni 4 anni per gli impianti a gas metano o gpl se la potenza termica della caldaia è inferiore a 100 Kw.
Per Cornaviera , che concorda con le associazioni dei consumatori, «questo permetterà alla gente di risparmiare 60 euro che in questi momenti non sono pochi. Ad oggi, invece, col vigente regolamento i controlli sull’efficienza energetica, vale a dire i cosiddetti controlli fumi, si fanno ogni anno per gli impianti alimentati a combustibile liquido o solido indipendentemente dalla potenza e per gli impianti a gas con potenzialità superiore o uguale a 35 Kw, mentre ogni due anni per gli impianti con una anzianità di installazione superiore a 8 anni e alimentati a gas, con potenzialità a 35 Kw e per gli impianti a camera aperta installati in locali abitati. E ogni quattro anni per gli impianti a camera chiusa installati da meno di 8 anni, con potenzialità inferiore a 35 kw e alimentati a gas che sono poi la maggior parte di quelli che i cittadini privati hanno in casa. Con la nuova norma, tutti passeranno a controlli ogni quattro anni, a prescindere dalla vetustà se sono inferiori a 100 Kw». Cornaviera spiega meglio anche la questione della cosiddetta pulizia delle caldaie che «in base al regolamento vigente si deve fare secondo quanto precisato dall’installatore dell’impianto o dal manutentore o in assenza di questa precisazione in base a quanto scritto nel libretto della caldaia. Non è detto che debba essere fatta ogni anno».
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