A gennaio la piastra chirurgica ci sono voluti diciassette anni

FELTRE. Entro gennaio la ditta Engie consegnerà l’opera finita e completa di sette sale operatorie con la rianimazione e la centrale di sterilizzazione.
Di questo si è cominciato a parlare nel 2002, con l’approvazione del progetto nel 2004, sollecitato dall’allora consigliere regionale Guido Trento e sostenuto dal collega Dario Bond che ne ha seguito l’iter nei suoi mandati istituzionali. E che per questo è stato citato con riconoscenza estesa anche all’assessore regionale Gianpaolo Bottacin e al consigliere di palazzo Ferro Fini Franco Gidoni, dal sindaco Paolo Perenzin, ieri, al taglio del nastro del nuovo Pronto soccorso.
È stato il direttore generale Adriano Rasi Caldogno a ripercorrere la storia. «Dall’incarico di progettazione all’aggiudicazione dei lavori sono sorti parecchi problemi. Nel 2013 siamo riusciti a sbloccare l’impasse dovuto a problematiche di ordine tecnico e amministrativo. L’investimento complessivo per la piastra ammonta a oltre quaranta milioni di euro di cui 27 milioni per le opere strutturali e tredici milioni e ottocentomila euro per attrezzature e strumenti. Fra il 2014 e il 2016 si sono realizzati il corpo dei nuovi ingressi e il polo tecnologico».
Oltre all’accensione di un mutuo trentennale di quasi dodici milioni contratto dall’Usl con la banca, si è accantonato quasi un milione di euro di risorse proprie assorbite dai ribassi d’asta. E i comuni di confine sono venuti in soccorso. Per le attrezzature sono arrivati quattro milioni, di cui due dai fondi Odi e altrettanti di compartecipazione finanziaria regionale. —
L.M.
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