A Belluno il dottore è positivo al coronavirus e manda una lettera agli assistiti

BELLUNO. «Cari pazienti, vi comunico che sto bene ma, al terzo tampone al quale sono stato sottoposto, sono risultato positivo al Covid-19». Massimiliano Molfetta è medico di base a San Vito e così ha comunicato ai suoi assistiti la sua positività al Covid 19. «Sono in isolamento domiciliare fino al 19 aprile e mia moglie in quarantena fino al 23 aprile.
Solo dopo il 19 aprile e dopo almeno due tamponi consecutivi negativi potrò riprendere il mio lavoro. In questo periodo non posso fare visite in ambulatorio o a domicilio. Sono comunque attivo e quindi telefonatemi per i vostri problemi».
Ricette di farmaci e impegnative possono essere comunicate allo stesso Molfetta che invita i pazienti a contattarlo per telefono, via email o con whatsapp. Il dottore resta operativo ma per le visite a domicilio o ambulatoriali, «dopo il mio filtro, si prenderanno accordi con il dottor Colucci fino a che non troverò un mio sostituto temporaneo.
Quando troverò il sostituto ve lo comunicherò» continua nella lettera ai 1600 assistiti. «Sono un esempio di persona infetta e, per ora almeno, completamente asintomatica. Quindi attenetevi alla raccomandazione di stare a casa, di non avere contatti e di essere puntuali nell’igiene. Troppe persone escono. Cercate di pensare bene e di programmare le spese in modo tale da limitare al minimo le uscite e comunque organizzatevi con guanti e mascherina.
Non abbiate remore nel redarguire le persone che si comportano in maniera scorretta. Quelle persone ledono il vostro interesse e vi fanno rischiare inutilmente. Attenzione con i bambini» raccomanda. «Sono a casa da scuola per evitare contatti e non per poter ritrovarsi in gruppo a giocare».
Niente visite e vita separata in casa, per il dottore che è in isolamento, essendo positivo (sua moglie invece è in quarantena, e con tampone eseguito ieri): «Mi hanno relegato in mansarda» ci scherza su al telefono Molfetta «e per fortuna che c’è. Mi hanno comunicato mercoledì che il mio tampone era positivo, dunque sono in isolamento. È il terzo che faccio perché lavoro in casa di riposo a Cortina. Lì ce lo fanno fare ogni settimana per fortuna: i primi due sono stati negativi, l’ultimo, sabato, no».
Probabilmente la diffusione è avvenuta proprio in casa di riposo a Cortina dove un anziano ha fatto avanti e indietro dall’ospedale di Belluno (ci sarebbe un secondo caso): primi tamponi negativi, dunque il paziente è stato rimandato indietro, «ma continuava a stare male ed è stato rispedito al San Martino dove la seconda volta il tampone è risultato positivo (a distanza di tempo)».
«In questo momento cerco di fare quel che posso» spiega Molfetta «la parte burocratica e le impegnative le faccio io, per il resto mi sta sostituendo il dottor Colucci: magari vediamo se riusciamo a trovare un sostituto. Ai miei pazienti ho mandato il messaggio per renderli edotti della mia condizione: in qualche ora mi sono arrivati un centinaio di messaggi di conforto e solidarietà. Quanto alla mia situazione, sono asintomatico e per ora sto bene: oggi mi hanno già chiamato dalla centrale operativa per sapere come stavo, come saturavo, se avevo disturbi. In casa di riposo abbiamo avuto tutte le attenzioni possibili: per fortuna hanno eseguito i tamponi una volta a settimana».
Pensieri positivi, ma mai abbassare la guardia: «Sono consapevole che siete stanchi, ma la pandemia non è passata e, se tutti non facciamo il nostro dovere, il periodo di isolamento potrebbe essere lungo». —
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