Nessuna offerta: l’Alpe può cominciare

BELLUNO. Il rilancio del martello? Non c’è stato. L’asta per gli impianti del Nevegal è rimasta ferma a dieci giorni fa. Quando vinse l’Alpe del Nevegal ,con un’offerta al rialzo di 92 mila euro, sulla base iniziale di 40. Più del doppio. Si erano fermate prima una rappresentativa slovena, l’azienda longaronese Golin Recycling e la cordata valtellinese Magnifica Terra. Non ci sono stati ulteriori rilanci e, a mezzogiorno di ieri, il curatore fallimentare Mario Morandini del Tribunale di Belluno ha messo la sua firma in fondo ai documenti. Domani ufficializzerà che l’Alpe avrà in gestione l’impiantistica del colle e potrà organizzare la stagione invernale con il Comune. Se qualcuno fosse salito a 100 mila (il 10 per cento), sarebbe stato necessario allestire un’altra battuta, addirittura tra 90 giorni. Addio inverno, nel mese di gennaio. E le alternative erano il riciclaggio dei materiali o il trasferimento oltre confine.
Alpe del Nevegal la butta anche in scaramanzia, ma ha già parlato con Morandini, ricevendo delle rassicurazioni: «Non ci risulta che siano state presentate delle altre offerte», conferma il direttore Piero Casagrande, «questo significa che ci siamo aggiudicati l’asta, anche se - soprattutto per una questione di prudenza - preferiamo aspettare domani mattina, quando potremo avere quello che si chiama decreto di trasferimento dei beni».
I 92 mila euro messi sulla bilancia sono solo l’inizio di una spesa molto più impegnativa. La prima cosa da fare sarà provvedere alla manutenzione della seggiovia per altri 200 mila. Non è come per la macchina, che si porta dal meccanico di fiducia, con la speranza che non ci sia troppo da cambiare: «La prima azione non potrà che essere quella. La revisione delle parti meccaniche prevede che si smonti la seggiovia e la si porti in un’officina apposita, prima di rimontarla di nuovo. Fra l’altro, sono passati dieci anni dall’ultima volta, pertanto questa analisi dovrà essere per forza più approfondita».
L’assegnazione avviene in contemporanea con l’approvazione di un bando pubblico della Regione, che finanzia la revisione di impianti a fine datati o la costruzione di nuovi.Alpe del Nevegal ne approfitterà? «È un provvedimento freschissimo e, quindi, dobbiamo ammettere di non averci ancora pensato. Vedremo nei prossimi giorni come sarà meglio muoversi, intanto dobbiamo aspettare il messaggio definitivo da parte del curatore. Fino a quando non lo avremo, queste potrebbero essere soltanto delle chiacchiere».
I tempi sono stretti e bisogna mettersi al lavoro: «Può capitare che la prima neve cada alla metà di novembre e, per allora, bisognerà farsi trovare pronti. Non possiamo attendere di più. Noi cercheremo di fare tutto il necessario entro il tempo necessario, chiaro che questo percorso non dipenderà soltanto da noi. Prima partiamo e prima potremo sapere se la stagione invernale potrà essere allestita fin dai primi fiocchi di materia prima».
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