Vene safene, tessuti e ossa in ripresa le donazioni

FELTRE. L’Usl 2 ha avuto il record delle donazioni “da vivente” negli anni fra il 2006 e il 2009 per quanto riguarda il tessuto vascolare, ossia le vene safene, con un massimo storico di 139 donatori nel 2006 e un minimo di 98 nel 2009. Ma il report degli ultimi tre anni (2010/2012) registra rispettivamente 58, 29, 34 donatori. Quindi le donazioni di safena, dopo una diminuzione, sono ora in leggera crescita nonostante il fatto che il dottor Aveni - andato in pensione - abbia limitato gli accessi dalle Usl vicine. Lo specialista oltretutto usava la soluzione più conservativa e la tecnica meno invasiva della cura di parte delle varici con la radiofrequenza che, adesso, ha preso piede anche a Feltre. Per la donazione di teste di femore, Feltre invece è sempre venuta dopo Cittadella, mentre rispetto a tanti altri ospedali, anche capoluoghi di provincia, il Santa Maria del Prato ha rivaleggiato alla pari quando non ha vinto o trionfato. Però Cittadella si è sempre distinta a livello regionale per l'attività ortopedica sia per qualità che per quantità. I numeri parlano chiaro: dal 2005 al 2012 le teste di femore donate sono state rispettivamente 47, 40, 43, 38, 24, 30, 18, 26. Ma anche qui il trend torna a crescere e anche qui si può accampare qualche giustificazione per le cifre ondivaghe. Qualche anno fa l'età massima del donatore è stata abbassata, portando all'esclusione di non pochi papabili. Ancora: le liste d'attesa sono ora meno impegnative per i pazienti delle Asl vicine che quindi restano a casa loro. Succede inoltre che il venerdì (giorno in cui la banca dei tessuti non accetta teste di femore) nell'ortopedia di ieri era stabilmente destinato alla traumatologia. Adesso invece capita che una protesi d'anca di un donatore sia inserita proprio di venerdì invalidando così la donazione del tessuto.
I dati in esame sono quelli raccolti dal coordinamento ospedaliero trapianti, diretto dall'anestesista Nigi Fachin. Che aggiunge: «Non esiste, praticamente, il mancato consenso alla donazione da vivente. Nessuno si preoccupa del fatto di disfarsi di un qualcosa che gli appartiene e nemmeno del poco tempo in più che l'anamnesi e l'esame fanno perdere al donatore».
Per la donazione delle cornee, si sta andando incontro ad un graduale assestamento su valori registrati per più anni. E' da ricordare, spiega Nigi Fachin, che non può essere donatore chi ha già subito un intervento di cataratta. E questo limita il novero dei papabili. C'è poi da dire che è in aumento la donazione di bulbi interi. E questo si configura come un successo. Nel 2004 su 63 cornee solo quattro furono ricavate da bulbo oculare prelevato in toto. Nel 2008, sono stati 64 i bulbi prelevati su un totale di 138 cornee. E nel 2012 il trend si è finalmente invertito perché su 61 cornee donate i bulbi prelevati sono stati 36. «È evidente», chiosa Fachin, «che banca occhi gradisce maggiormente ricevere dal donatore l'intero bulbo, così come è chiaro che, a palpebre abbassate, la salma appaia più naturale con le protesi al posto dei bulbi oculari». Sulla donazione “multitessuto” il numero è stabile: 2 nel 2010, 5 nel 2011 e 4 nel 2012. In realtà gli “indagati”, si dice dal coordinamento, sono circa una quindicina all'anno: ma fra malattie fra le più disparate - abitudini di vita poco edificanti e impossibilità di raccogliere anamnesi accurate - riducono il numero dei potenziali donatori in modo considerevole.
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