Microcredito: imprese e famiglie chiedono aiuto

Sono già una cinquantina i mini-prestiti erogati dal Ceis «Rispetto al passato, sono i bellunesi a essere in difficoltà»
Di Martina Reolon
20080528 - ROMA - FIN - ISTAT: PER 15% FAMIGLIE DIFFICILE ARRIVARE A FINE MESE. Un uomo tiene in mano alcune banconote di Euro, in una immagine di archivio. Il 14,6% delle famiglie italiane arriva ''con molta difficolta' alla fine del mese'', il 28,4% non riesce a far fronte a una spesa imprevista di circa 600 euro e il 66,1% dichiara di non riuscire a mettere da parte risparmi. E' quanto emerge dal rapporto annuale dell'Istat che, in base ai dati 2006 (gli ultimi disponibili), sottolinea come la percentuale di famiglie che trova difficile sbarcare il lunario ogni mese sia aumentata anche al Nord (10,7% contro il 9,9% dell'anno prima), area dove i redditi sono in media piu' alti che nelle altre zone del Paese. ANSA/ARCHIVIO/ETTORE FERRARI/DRN
20080528 - ROMA - FIN - ISTAT: PER 15% FAMIGLIE DIFFICILE ARRIVARE A FINE MESE. Un uomo tiene in mano alcune banconote di Euro, in una immagine di archivio. Il 14,6% delle famiglie italiane arriva ''con molta difficolta' alla fine del mese'', il 28,4% non riesce a far fronte a una spesa imprevista di circa 600 euro e il 66,1% dichiara di non riuscire a mettere da parte risparmi. E' quanto emerge dal rapporto annuale dell'Istat che, in base ai dati 2006 (gli ultimi disponibili), sottolinea come la percentuale di famiglie che trova difficile sbarcare il lunario ogni mese sia aumentata anche al Nord (10,7% contro il 9,9% dell'anno prima), area dove i redditi sono in media piu' alti che nelle altre zone del Paese. ANSA/ARCHIVIO/ETTORE FERRARI/DRN

BELLUNO. Sono già 48 nel territorio bellunese le richieste di accesso al “microcredito”, il progetto a cui diverse associazioni, capofila il Ceis, lavorano da quasi due anni. E lo scorso ottobre il progetto è diventato realtà. Alla base c’è l’erogazione di piccoli prestiti a persone e nuclei familiari del Bellunese che non riescono ad accedere al prestito bancario e che si trovano in una situazione di difficoltà economica per eventi straordinari. Ma non c’è solo l’aiuto economico: il progetto vede infatti attivo anche un servizio di consulenza con interventi di supporto educativo e formativo volti alla miglior gestione del patrimonio familiare. «Il primo passo per dare il via all’iniziativa», hanno spiegato Mariangela Segat del Ceis e Cristina Tagliabò, responsabile cooperativa sociale “Integra”, «è stata la costituzione di un fondo di garanzia, che oggi ammonta a 50 mila euro, costituito con i contributi erogati dalla Fondazione Cariverona e donazioni da parte di Comitato d’Intesa, “Insieme si può..”, Caritas Belluno-Feltre». I prestiti, fino a un massimo di 3 mila euro ciascuno, vengono erogati agli sportelli di Unicredit Banca, grazie alla convenzione sottoscritta con il Ceis per la gestione del Fondo etico di garanzia. Tra le 48 richieste arrivate, 7 riguardano concessione di prestiti per spese non ordinarie, quelle per la casa (affitti arretrati o anticipo di cauzione), spese per adeguare gli impianti di riscaldamento, anticipi della liquidazione di assegni di cura.

«Le domande ci sono arrivate quasi nella totalità da persone italiane e bellunesi», ha detto ancora Tagliabò, «e sia da parte di chi vive solo che da chi ha famiglia. Poi ci sono giovani che vorrebbero andare a vivere per conto proprio ma non ne hanno la possibilità, visti i contratti di lavoro attuali. Studenti di famiglie numerose bisognosi di un aiuto per le spese degli studi. Richieste di svariato tipo, ma con un denominatore comune: la difficoltà a pagare le bollette fisse, dall’affitto alla luce, dal gas all’acqua, passando per l’assicurazione».

Il progetto di “microcredito” scaturisce da un impegno di rete che vede lavorare insieme anche Csv, Centro Caritas Hakim, Centro di solidarietà “Charles Peguy”, Rotary Club di Belluno. Partner anche il Comune. «Da notare», puntualizzano i promotori, «che i prestiti sono stati restituiti nel 100% dei casi (il tempo per farlo 36 mesi, ndr). L’erogazione di somme di denaro è solo una parte del progetto, che mira a responsabilizzare i fruitori». Non a caso il servizio di consulenza, gestito da un gruppo di volontari, si occupa della formazione. «Un modo anche per aiutare le persone a sentirsi meno sole e a diminuire lo stato d’ansia in cui si vengono a trovare in situazioni di difficoltà», ha evidenziato don Gigetto De Bortoli. «Come banca», ha sottolineato Danilo Zanon, direttore filiale Belluno Martiri Unicredit, «abbiamo messo a disposizione una figura professionale dedicata». I prestiti saranno erogati fino alla capienza del fondo di garanzia. «Per continuare», hanno spiegato i promotori, «serve che il fondo si autoalimenti tramite le restituzioni o ci vogliono altre donazioni. Per cui abbiamo creato un conto a cui è possibile destinare erogazioni di qualsiasi importo, anche piccolo: IT 08 G 02008 11910 000102309931. La cifra è detraibile in dichiarazione redditi e versabile agli sportelli Unicredit senza commissioni».

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