Centralina, Voltago si mobilita

I pescatori avviano una raccolta di firme contro il nuovo progetto idroelettrico sul Sarzana
Di Gianni Santomaso

VOLTAGO. Firme e lenzuola per dire no alla centralina sul Sarzana. Dopo l'assemblea organizzata qualche settimana fa per spiegare alla cittadinanza cosa sta succedendo sul torrente di casa, i pescatori della Val Sarzana e il Comune di Voltago non si sono fermati. A loro giudizio, infatti, l'ipotesi di realizzazione da parte della società padovana Tecnoespe srl di una centralina idroelettrica sul Sarzana (presa a quota 928,70 metri, rilascio a quota 821,80, per produrre sul salto di 102,45 metri la potenza nominale media di 564,83 kW) è inaccettabile.

Per questo i primi hanno indetto una raccolta di firme per esprimere il dissenso della popolazione, mentre dal municipio arriva la disponibilità a portare le firme a Venezia al presidente del Consiglio regionale, sulla scia di quanto accaduto nei giorni scorsi a Zoldo.

In queste ore i pescatori stanno mettendo assieme tutte le sottoscrizioni raccolte e a breve renderanno noto il totale. Oltre che con le firme, però, la protesta si manifesta anche con le lenzuola che sono apparse in questi giorni ai lati del ponte sul Sarzana lungo la strada che congiunge Voltago a Rivamonte: “Basta centraline sul Sarzana”, “No alla centralina sul Sarzana”.

Un pensiero ampiamente condiviso dal sindaco Bruno Zanvit: «Io stesso ho raccolto alcune firme nel mio bar e poi mi sono detto disponibile a consegnarle al presidente del consiglio regionale. In questa prima fase è quello che possiamo fare, poi vedremo. So che questa società, con la quale non abbiamo mai avuto contatti, ha fatto domande di concessione anche altrove. Per cui occorrerà capire che intenzioni ha sul Sarzana. Nel caso in cui dovessero decidere di portare avanti il discorso, allora cercheremo di contrastare l'opera in ogni modo. Ho parlato con il consigliere regionale Dario Bond il quale mi ha assicurato che è pronto a venire con me dalla Soprintendenza».

Per Zanvit una centralina sul Sarzana basta e avanza. «Ce n'è già una più a valle del ponte – spiega – che verrà sostituita con una più potente realizzata da una società del Bim a cui si associa anche il Comune. Una seconda non la vogliamo anche perché vorrebbe dire la morte del Sarzana. Mi opporrò in tutti i modi, non firmerò nessuna autorizzazione di mia competenza, non possiamo accettare lo sfruttamento selvaggio del nostro territorio».

Il sindaco se la prende anche con la legislazione in materia e si augura che il governo fermi gli incentivi. «Quella in vigore è una legge sbagliata – sottolinea – le concessioni dovrebbero essere date ai Comuni. Se però, come sembra, il governo togliesse gli incentivi sulla produzione di energia idroelettrica, allora verrebbe meno anche l'interesse dei privati alla realizzazione delle centraline».

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