Belluno, l’Ulss 1 chiude il 2025 con 37 dipendenti in più: assunti anche 28 medici
Garantito loro alloggio gratuito, un welfare aggiuntivo e progressioni di carriera. Ma all’appello nell’azienda mancano ancora una cinquantina di professionisti

L’Ulss 1 Dolomiti chiude il 2025 con 37 dipendenti in più nel suo organico, passando da 3.556 a 3.593. Un dato positivo frutto dei tanti sforzi che l’azienda sta mettendo in atto da diversi anni per riuscire ad attrarre personale nelle proprie strutture.
Se l’anno scorso se ne sono andati 310 professionisti, ne sono stati assunti 347, quindi con un saldo positivo che per la maggior parte riguarda il personale medico (+28, tra cui 9 primari). Infatti, i camici bianchi sono passati dai 398 della fine del 2024 ai 426 del novembre 2025. A difettare sono invece gli infermieri: erano 1.446 nel 2024 e sono 1.434 nel 2025, con una perdita di 12 professionisti. All’appello mancano anche un veterinario (da 21 a 20) e due dirigenti tecnici-amministrativi (da 19 a 17).
Per il resto tutte le altre voci del personale chiudono un segno “più” davanti: si va da un dirigente sanitario in più (da 70 a 71) a un addetto alla riabilitazione, prevenzione e tecnico dell’area sanitaria (da 417 a 418), da un operatore socio sanitario (da 662 a 663) a quattro altre figure del ruolo tecnico e socio sanitario (da 236 a 240), mentre sono 17 gli amministrativi in più assunti l’anno scorso (da 287 a 304).
Soddisfatto di questi risultati ma non del tutto il commissario straordinario Giuseppe Dal Ben, su cui incombe la spada di Damocle del decreto legge che cancella la possibilità per le aziende sanitarie di usufruire delle prestazioni di cooperative o società di professionisti. Un decreto dalle ricadute non indifferenti visto che in moltissimi ambiti anche l’Ulss dolomitica è stata costretta in questi ultimi anni a ricorrere a convenzioni con queste società di prestatori d’opera. E l’unico modo per riuscire a rispettare la normativa attuale, è quello di assumere personale che diventi dipendente dell’azienda oppure gettonisti con contratti libero professionali.
Ma sicuramente l’assunzione resta la via maestra da perseguire. E l’Ulss su questo fronte sta lavorando da tempo mettendo in campo delle strategie per attirare o perlomeno garantire la permanenza in provincia a chi arriva a lavorare. «I 28 medici assunti sono quelli che siamo riusciti a garantire grazie ad alcune azioni messe in campo per attrarre il personale a cominciare dall’alloggio. Si sa che nella nostra provincia si fatica a trovare appartamenti da assegnare alle persone che arrivano da fuori, ma tramite l’organizzazione di posti letto di foresteria siamo riusciti a garantire gratuitamente un posto al personale sanitario assunto», spiega Dal Ben.
Ma l’azione non si ferma qui perché di personale l’Ulss avrebbe ancora bisogno. «Ci mancano ancora una cinquantina di professionisti per poter essere al completo», afferma il commissario. «Attualmente siamo in sofferenza sul fronte infermieristico, ma speriamo che il concorso indetto da Azienda zero per 110 posti, che si concluderà a metà gennaio, possa permetterci di costituire una graduatoria da cui attingere per coprire i 12 posti ad oggi vacanti».
Sul fronte degli alloggi, l’azienda si sta ancora muovendo. «Stiamo sviluppando altri progetti di accoglienza alberghiera. Tra questi rientra anche l’appartamento a Pieve di Cadore recuperato grazie ad una intesa con il Comune». Ad oggi l’Ulss può contare su una rete di foresterie: 11 posti a Belluno, 6 a Feltre e 5 ad Auronzo, ma anche su un progetto sperimentale di coabitazioni per dipendenti che ha portato ad individuare due appartamenti a Belluno. Infatti, un’alta percentuale di personale dell’azienda viene ormai da fuori provincia, ma anche da fuori regione.
Ma per attrarre e per fidelizzare il proprio personale, l’Ulss ha deciso di mettere sul tavolo fondi dell’ammontare di 5,6 milioni di euro (in base alla legge regionale 26/2024) sul welfare integrativo e sul disagio correlato alle condizioni di lavoro; sono stati distribuiti poi 860 mila euro alla dirigenza medica, e 2,7 milioni al personale del comparto tra cui rientrano gli infermieri. «Inoltre abbiamo assegnato anche 25 nuovi incarichi dirigenziali al personale medico e 21 a quello infermieristico. Abbiamo anche siglato degli accordi sindacali sui fondi residui del 2024 sui contingenti minimi e per la prevenzione delle aggressioni. Si tratta di azioni che vanno tutte nella direzione di valorizzare il personale per trattenerlo ma anche per attirare nuove figure», conclude Dal Ben.
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