Energia monetizzata: Provincia di Belluno in tribunale per avere i 6 milioni

La quota è relativa al 2023, l’ente si costituisce in giudizio. Il consiglio: «Risorse indispensabili per il nostro territorio». Enel ha impugnato la legge regionale e le richieste di pagamento

Alessia Forzin

La battaglia per gli extracanoni approda in Tribunale. E la Provincia si costituisce in giudizio, al fianco della Regione che è stata trascinata davanti ai giudici del Tribunale delle Acque Pubbliche da Enel e Enel Green Power. I grandi concessionari hanno impugnato sia la legge regionale che monetizza le quote di energia che devono essere date gratuitamente ai territori che ospitano impianti di produzione (220 kiloWattora per ogni kiloWatt di potenza nominale media di concessione), sia i decreti ingiuntivi di pagamento. Ballano sei milioni di euro, per la sola annualità 2023. Soldi che spettano alla Provincia.

Lo stabilisce la legge regionale 27 del 2020, fortemente voluta dall’allora assessore Gianpaolo Bottacin. La legge stabilisce anche che alla Provincia di Belluno spetti il 100% di quella quota, che ha già una destinazione precisa: sostegno alle case di riposo, al sociale e alle Unioni montane, per tutti quegli interventi che svolgono nei territori. Ma Enel e Enel Green Power hanno impugnato la legge e le ingiunzioni di pagamento trascinando la Regione al Tribunale delle Acque pubbliche. In particolare, Enel produzione Spa contesta le ingiunzioni di pagamento per le centrali di Pelos, Forno di Zoldo, Gardona-Maè, Soverzene, Agordo, Cencenighe, Sospirolo, La Stanga e Arsié; Enel Green Power ha impugnato le ordinanze di pagamento per gli impianti di Ponte Malon, Somprade, Pontesei, Quero e Arson.

La Provincia ha deciso di costituirsi in giudizio, e con il consiglio di ieri è stata approvata la variazione al bilancio necessaria per stanziare le risorse. Circa 15 mila euro. «Sono risorse fondamentali per il nostro territorio», hanno sostenuto diversi consiglieri ieri nel dibattito, a partire da Simone Deola per arrivare al presidente Roberto Padrin. E infatti il provvedimento di variazione al bilancio è stato approvato all’unanimità.

l’adeguamento dei canoni. Ma la partita legata alla produzione di energia viaggia anche su un altro binario. Quello dell’adeguamento delle quote fissa e variabile dei canoni idrici, stabilito anch’esso con legge regionale (la 24 del 2022) e con Dgr (la 889 del 2023). Anche questa battaglia è arrivata in tribunale, perché Enel e Enel Green Power hanno impugnato gli atti, di Provincia e Regione, e continuano a pagare secondo i vecchi importi.

La Provincia avanza 6,5 milioni per il biennio 2023/2024, mentre per il 2025 la cifra è di 2,7 milioni di euro. E questo solo per la quota fissa, che la legge ha adeguato a 40 euro per kiloWatt prodotto (la precedente era di 30,28 euro). La parte variabile è invece parametrata sul fatturato dei grandi concessionari: per il 2023 è pari al 5%, per il 2024 è stata aumentata al 6%. Ballano milioni di euro. Per il 2023 fra quota fissa e variabile l’aumento dei canoni vale 16 milioni di euro. Per il 2024 le stime fatte qualche mese parlavano di una cifra vicina a venti milioni. Per il 2025, e solo per la quota fissa si parla di 2,7 milioni di euro. Fatti due rapidi conti, sono oltre 50 milioni di euro, fra monetizzazione e adeguamento delle quote fissa e variabile.

 

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