Cesiomaggiore, tuffi vietati allo sbarramento Enel di Busche

CESIOMAGGIORE. Tuffi vietati dallo sbarramento dell’impianto idroelettrico dell’Enel, da sempre mèta di impavidi, novelli “Cagnotto”. E per quel che resta dell’estate, il sito sarà dotato di cartellonistica di divieto d’accesso, sarà controllato dalla polizia municipale e attenzionato molto spesso dalle forze dell’ordine. Lo fa sapere il sindaco Carlo Zanella in un’ordinanza, con contestuale informativa al prefetto di Belluno, che vieta ogni spericolatezza dal punto in cui, sul ponte vecchio e in prossimità delle paratoie dello sbarramento, le persone più temerarie si buttano nel Piave.
I sindaci dei comuni di Cesiomaggiore e di Borgo Valbelluna sono stati allertati da Enel Green Power che appunto gestisce l’impianto di Busche, circa «l’estrema pericolosità per l’incolumità pubblica». La società ha invitato le massime autorità locali, cioè i sindaci, a prendere tutte le misure per vigilare l’area e dissuadere i frequentatori dallo svolgere le pratiche di svago più rischiose per se stessi e per altri.
A Enel è stato infatti segnalato che i frequentatori di questo sito utilizzano la struttura dello sbarramento e le rocce circostanti come fossero trampolini per tuffarsi in acqua. I cartelli di divieto d’accesso ai non addetti ai lavori, ci sono e ci sono sempre stati, si evidenzia in paese da parte di chi assiste a queste performance estive. I cartelli ci sono ma sono posizionati proprio a ridosso dell’opera. E poi una volta sono rimossi per dispetto, un’altra sono presi a sassate, modello tiro a segno. Insomma, sarebbero stati utilizzati per tutt’altro, rispetto al divieto di accesso.
Così il sindaco Zanella comunica nell’ordinanza che è stata richiesta la collaborazione dei carabinieri di Feltre e di Santa Giustina per la vigilanza dell’area. Va da sé che chi contravviene al divieto, incorre in un reato penale e viene deferito all’autorità giudiziaria. «Ricorre un pericolo concreto e attuale di danno grave e imminente per l’incolumità pubblica, che richiede interventi non dilazionabili, e al quale non si può provvedere con mezzi ordinari».
Intanto si dà mandato all’ufficio tecnico comunale di Cesio per l’esecutività dell’ordinanza e alla polizia locale di vigilare sul rispetto del provvedimento. E sarà posta inequivocabilmente “idonea segnaletica di divieto”. Non è infrequente assistere a tuffi addirittura dal ponte vecchio, quello di collegamento con Cesana. Un salto di una decina di metri che fa stare con il fiato in sospeso. Nel complesso di Enel ci sono paratoie in calcestruzzo, di cui l’ultima di 33 metri. Le ventole poi sono ad abbattimento automatico e potrebbero essere sensibili anche a un colpo di pressione dell’acqua.
Potenzialmente pericolosa è poi la presenza di un paio di cunicoli dove viene scaricato il materiale che arriva dal Piave. Nulla impedisce di pensare che la pompa possa essere attivata da mani inconsapevoli, con gravissimo rischio per chi malauguratamente dovesse trovarsi nel cunicolo. —
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