Fondo solidarietà, sindaci bellunesi arrabbiati: «Penalizzati i comuni virtuosi»

BELLUNO. Arrabbiati. Delusi. Sconcertati, ma anche pronti a far sentire tutta la loro contrarietà per tagli che rischiano di mettere a rischio la capacità di erogare i servizi dovuti ai cittadini. Sono sul piede di guerra i sindaci bellunesi dopo la notizia della riduzione di risorse prevista dal Fondo di solidarietà comunale per il 2020. Gli amministratori non ci stanno a vedersi ancora una volta penalizzati dopo aver cercato di gestire al meglio e in modo oculato le finanze locali: oltre il danno anche la beffa. E promettono di non accettare pedissequamente la mannaia che lo Stato ha previsto per loro. Certo le frecce al loro arco sono poche e perlopiù spuntate, ma promettono che ce la metteranno tutta.
In provincia
Si può dire che quasi tutti i 61 comuni bellunesi hanno avuto un taglio alle risorse: chi già lasciava molti soldi al Fondo si è visto aumentare questo prelievo, mentre chi riceveva somme più o meno consistenti se le è viste diminuire. Insomma, un conto in perdita, ad eccezione solo per Sedico e Zoppè di Cadore, gli unici due enti che si sono visti aumentare la quota trasferita dal governo passando rispettivamente da 567.507 euro a 599.877 euro il primo e da 72.927 euro a 74.262 euro il secondo.
Ma la mannaia ha appena iniziato il suo lavoro. Da quest’anno infatti sono cambiati anche i criteri per il prelievo della quota: il 50% della quale è costituita dalle capacità fisali e dai fabbisogni standard. Una percentuale destinata ad aumentare di anno in anno del 5% fino a raggiungere il 100% nel 2030. Il che significa che il prelievo sarà maggiore per chi ha una capacità fiscale elevata. E in questo senso il caso limite è Cortina.
Il caso Cortina
«Siamo il comune del Veneto più penalizzato e che versa di più al fondo di solidarietà», si lamenta Gianpietro Ghedina, sindaco di Cortina. «Questa è una delle vergogne italiane», sbotta spiegando l’entità del taglio che calerà sulla perla delle Dolomiti. «Oltre al fondo che quest’anno ci toglierà 7.566.389 euro, 306.500 in più rispetto allo scorso anno, abbiamo anche un’altra voce che va ad incrementare questa quota e sono i soldi che vengono tolti dall’Agenzia delle Entrate sull’Imu che per il nostro ente ammontano a 3.647.000 euro. Alla fine, quindi, il fondo ci costa 11.213.000 euro. Si tratta di una cifra importantissima per la nostra realtà turistica: questi soldi, infatti, servirebbero per dare maggiori servizi ai nostri cittadini ma anche ai turisti».
Ghedina fa notare che «Cortina conta oltre 5.890 abitanti che in questo periodo diventano 55 mila. E a tutte queste persone dobbiamo garantire quanto serve per rendere la loro vita migliore e più semplice». Ma il sindaco fa notare anche un’altra cosa che si somma al prelievo del fondo di solidarietà. «Ricordo anche il provvedimenti Monti per cui tutte le entrate fiscali derivanti da alberghi e attività produttive vanno direttamente a Roma, al comune non resta nulla, ma proprio nulla. Come si capisce la nostra realtà viene privata di grandi risorse. Se si considera che abbiamo 20 milioni di euro di entrate da Imu, è chiaro che una grande fetta viene lasciata al Fondo di solidarietà. Ci salva l’imposta di soggiorno applicata due anni fa che totalizza oltre 1.5 milioni di euro e tutta una serie di tributi».
Per Ghedina, come per tutti i suoi colleghi, quello che dà più fastidio è che «i comuni virtuosi non vengano premiati, anzi si toglie loro per coprire i debiti fatti da altri». E poi ricorda che insieme con altri comuni (Borca e San Vito e San Michele al Tagliamento) negli anni scorsi si è costituito un’associazione per trovare una soluzione a questa vicenda «vergognosa per comuni turistici che devono dare tanti servizi». —
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