«Fate cassa con le multe» Autovelox ancora nel mirino

Belluno. L’aumento degli incassi per le multe scatena l’opposizione. Si è tornati a parlare di autovelox, e in particolare di quello di Marisiga, nel consiglio comunale di ieri. Con le critiche dei consiglieri Roccon e Pingitore, la difesa del vicesindaco Lucia Olivotto, che ha precisato: «Non sono questi 100 mila euro a tenere in piedi il bilancio del Comune e i cittadini ci chiedono misure per ridurre la velocità delle auto nelle frazioni».
Nodo della vicenda sono proprio i 100 mila euro di maggiori proventi delle sanzioni amministrative per violazioni del Codice della strada. Il Comune ha inserito la cifra nella variazione al bilancio, «la penultima di quest’anno», ha ricordato la Olivotto. Contiene anche l’applicazione dell’avanzo di amministrazione per circa 70 mila euro, soldi che vanno a finanziare, fra gli altri, la sostituzione del cancello ai magazzini comunali di Marisiga, lavori con l’Unione montana per complessivi 24.200 euro, la realizzazione del manto in erba sintetica al Polisportivo, nel campo ex beach volley (60 mila).
Sono stati inoltre aumentati i capitoli relativi allo sgombero neve (68.600 euro), perché la nevicata di maggio ha esaurito i fondi, alle manifestazioni per il Natale (6 mila euro) e alla gestione della discarica (19.160 euro). «Da due anni e mezzo parliamo di fare un depuratore, questo tempo la dice lunga sull’incapacità di gestire la vicenda», ha attaccato Franco Roccon.
Roccon ha criticato anche l’aumento delle multe, che lega all’autovelox: «20-22 giorni con il dispositivo attivo a Marisiga ogni mese segnalano la volontà del Comune di fare cassa così», ha aggiunto, ribadendo che in quel posto l’autovelox non serve per sicurezza e che andrebbe spostato. O per lo meno bisognerebbe alzare il limite di velocità su quel tratto a 70 km/h.
Sulla stessa linea Pingitore, mentre Addamiano ha criticato il costo delle rette degli asilo nido, che secondo uno studio di Cittadinanzattiva sono le più alte del Veneto (470 euro a fronte di una media regionale di 351). «Considerano solo la fascia di costo più elevata, che non paga quasi nessuno perché le tariffe sono stabilite in base all’Isee», ha replicato Massaro. Il dato sul costo medio lo ha fornito il consigliere Stefano Talamini: nel 2015 a Belluno una famiglia ha pagato 173 euro per mandare il bambino al nido comunale. —
A.F.
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