Coi di Navasa e Navasa uniti per il capitello di S. Antonio

LIMANA. Coi di Navasa e Navasa si sono unite al grido di “insieme si può fare l’impossibile” per ridare lustro al capitello di Sant’Antonio, realizzato nella parte più alta dei Coi de Navasa nei primi anni del novecento.

L’area è stata oggetto di una prima opera di profonda riqualificazione nel 2015 a cui ha fatto seguito la realizzazione, di fianco al capitello, di due sculture firmate da Silvano Da Roit. Una raffigura un maialino considerato un portafortuna e l’altra una donna intenta nell’attingere acqua a una fonte, pratica considerata rievocativa di quanto avveniva nella frazione limanese nel passato.

Il completamento dei lavori è stato salutato con una grande festa organizzata dai frazionisti di Navasa e Coi di Navasa, accompagnata da un banchetto.

Le sculture sono “nate” da tre abeti tranciati dal passaggio di Vaia. Sono stati tagliati e messi a disposizione dello scultore dal consiglio frazionale, mentre il resto dei frazionisti era intento nella sistemazione del terreno sul quale sono state successivamente installate le creazioni. L’occasione è stata utile per realizzare anche una banchina, mentre un lattoniere del posto ha fabbricato gli ombrelli impiegati per riparare le statue dalla pioggia.

«Rimaneva solo da portare un po’ di colore nella zona», ha raccontato Tranquillo Nabari, in rappresentanza dei frazionisti impegnati nel lavoro, «i fiori sono stati in parte acquistati dalla frazione e in parte offerti dal sottoscritto, da Rosita e dalla fioreria Piol Dori. È stata infine ripulita anche la fontana, opera di Antonio Sacchet che se ne prende cura da tanti anni. Il ringraziamento per quanto fatto va condiviso con tutti. Noi di Coi di Navasa non siamo mai stati dei piagnucoloni, ma abbiamo sempre saputo dare e aspettare. In questo caso era necessario agire subito e abbiamo pensato di farlo mettendoci tutti insieme in prima linea per il bene comune. Per migliorare ancora l’area sarebbe necessario posare davanti alla fontana del ciottolato e magari anche un piccolo faretto. Per fare anche questo, però, al momento non abbiamo i mezzi». — Gianluca De Rosa

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