Arabba, ragazzino incontra due lupi: «Gli hanno ringhiato»

ARABBA. A tu per tu con i lupi. Ringhianti e pericolosi. Un ragazzino di Livinallongo si è trovato di fronte a due esemplari, ieri pomeriggio, mentre stava scendendo verso Arabba dal Burz. Un brutto incontro che ha lasciato il tredicenne sotto choc, piangente e spaventato.
Il racconto di quello che è accaduto lo fa il padre, che ha preso contatti con il sindaco di Livinallongo Leandro Grones e con il maresciallo dei carabinieri.
«È un episodio grave, anzi gravissimo» spiega il padre. «Il più grave da quando un anno e mezzo fa i lupi hanno fatto la loro comparsa nell’Alto Agordino. Ormai sono vicini alle case, anzi praticamente in centro al paese, dopo quello che è successo nel parco giochi dietro la chiesa proprio nei giorni scorsi».
Ieri pomeriggio, racconta il padre, il figlio tredicenne ha preso la seggiovia che da Arabba porta al Burz. Poi ha iniziato una discesa a piedi in mezzo al bosco diretto alla casa della nonna, che si trova poco sopra l’abitato di Arabba. «Invece che risalire a piedi, ha preferito prendere la seggiovia e poi fare la discesa. Quei luoghi lui li conosce benissimo, visto che ci va d’estate in mountain bike».
È durante la discesa nel bosco che il ragazzino si è trovato davanti ai due lupi.
«Stavano sbranando un capriolo. Hanno sentito la presenza di mio figlio e si sono girati, mettendosi in posizione di attacco, ringhiando e mostrando i denti».
Il ragazzino se l’è data a gambe levate, scappando verso il basso, scivolando, cadendo, ruzzolando nella neve, fino ad arrivare a casa della nonna, spaventatissimo e disperato.
Sono passate ore dall’incontro con i lupi ma il ragazzo ha quell’immagine fissa davanti agli occhi.
Il padre ha subito avvertito il sindaco di Livinallongo e poi il maresciallo dei carabinieri. È molto probabile che ci sia un contatto anche con la prefettura.
«Qualcuno deve fare qualcosa. Ormai i lupi sono vicinissimi alle case, non è possibile che si debba avere paura di muoversi nei boschi o lungo i sentieri per timore di trovarseli davanti».
Ma quanti sono? «Non sono solo due, sono molti di più. E questo lo si capisce dalle segnalazioni. Non possono essere gli stessi lupi, se vengono avvistati verso il Pordoi e quasi nello stesso tempo a Digonera. È ovvio che sono di più. In questo territorio, che è molto vasto (il comune di Livinallongo si estende su cento chilometri quadrati) hanno trovato molta selvaggina. In questo periodo invernale attaccano gli animali più deboli come i caprioli, che fanno più fatica a scappare o a difendersi rispetto ad un cervo. Sono anche deboli per il poco cibo e sono quindi una preda facile. Però qui non stiamo parlando di caprioli ma di un ragazzino, che se li è trovati davanti. Loro difendevano il loro pasto e quindi si sono mostrati aggressivi. Qualcuno deve intervenire». (ma.co.)
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