Ultimatum dei Nas all’Usl «Sicurezza a borgo Ruga»

Malgrado l’annunciato trasloco, l’azienda sosterrà una spesa di 27 mila euro  per adeguare le uscite di emergenza, l’illuminazione e il sistema antincendio
FELTRE. Meglio un sistema di protezione in più oggi, specie se prescritto inderogabilmente dai Nas, che l’attesa di un finanziamento regionale che potrebbe arrivare tardi. È quanto succede alla Ctrp (comunità residenziale protetta per persone con disagio psichico) di borgo Ruga, che è in odore di trasferimento in palazzina Fusaro, ma che intanto ha ricevuto la visita del comando carabinieri per la tutela della salute di Treviso. I militari hanno imposto alcune prescrizioni come gli adeguamenti strutturali per migliorare la sicurezza in caso di emergenza e favorire la via di fuga, l’impianto di illuminazione di sicurezza, l’impianto di rilevazione incendi e la fornitura di cassette per gli estintori. Che ovviamente ci sono già. Ma non hanno la gabbia di protezione, richiesta invece a seguito di sopralluogo.


Ora, un trasloco in piena regola nella nuova sede, con lo spostamento di tutto il materiale che serve all’utenza, e la ricollocazione negli spazi di palazzina Fusaro dalla quale, di conseguenza, devono essere spostati gli uffici dipartimentali in essere, richiede un investimento di diverse centinaia di migliaia di euro. «Noi abbiamo chiesto il contributo per poter affrontare questa operazione», spiega il direttore generale dell’Usl Dolomiti, Adriano Rasi Caldogno. «Ma non sappiamo quando sarà erogato. Si tratta di una cifra importante. E il problema da affrontare subito è quello della messa in sicurezza dell’edificio di borgo Ruga, in attesa di fare il trasferimento. La spesa da sostenere per l’osservanza alle prescrizioni è molto più contenuta e va affrontata subito».


Con i fondi dell’Usl, si affronta dunque una spesa di poco più di 27 mila euro. L’azienda ha disposto l’avvio dei lavori all’impresa Gemmo. Il trasferimento della Ctrp resta comunque una priorità, per il 2018, da parte dell’Usl Dolomiti, come annunciato anche di recente, nell’ambito del consuntivo di fine anno per il distretto di Feltre. Anche perché se ne parla da inizio 2016, da quando cioè dalla valutazione sullo stato attuale della prima divisione (dove appunto c’è anche la Ctrp, si era evidenziato “un accentuato stato di obsolescenza caratterizzato da un generale degrado con carenze strutturali, igienico sanitarie, barriere architettoniche, stato delle superfici murarie e pavimenti, vetustà degli infissi interni ed esterni, vetustà ed inaffidabilità di esercizio degli impianti”.


La normativa avrebbe imposto un investimento di oltre due milioni di euro, se si fosse voluta metter mano al corpo storico, mettendo in conto anche gli interventi per l’antisismica. Il tutto, in un contesto di vincoli per il pregio storico ed architettonico dell’edificio. Cosa impensabile. Si è dunque considerata palazzina Fusaro. E si resta in attesa di finanziamento regionale.


Laura Milano


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