Tomo festeggia la sua parrocchiale rimessa a nuovo
FELTRE. C’è entusiasmo in paese attorno al restauro della chiesa di San Giacomo a Tomo, che ha ridato luce alle forme originali di costruzione e restituisce alla frazione l’edificio in una nuova...

FELTRE. C’è entusiasmo in paese attorno al restauro della chiesa di San Giacomo a Tomo, che ha ridato luce alle forme originali di costruzione e restituisce alla frazione l’edificio in una nuova veste, grazie al lavoro di ditte, professionisti e volontari locali. Iniziati il 26 giugno, i lavori sono terminati il 28 ottobre e l’inaugurazione si terrà sabato. Alle 18 il vescovo Renato Marangoni celebrerà la messa, poi saranno presentati i risultati del restauro conservativo delle superfici interne e a seguire la comunità si riunirà per una cena nella sala parrocchiale. Anche il gruppo delle catechiste ha contribuito, raccogliendo fondi per la serata.
La comunità si prepara a festeggiare la conclusione di un’operazione alimentata dai contributi della Fondazione Cariverona (70 mila euro) e del Comune, che ha destinato 15 mila euro. Ad occuparsi della progettazione è stato l’architetto feltrino Andrea Zuglian, il restauro è stato eseguito dall’impresa Riva Marco & C. di Feltre, mentre la ditta Scopel Maurizio di Villaga ha collaborato per il ripristino dell’impianto elettrico e audio, l’impresa La Cenerentola di Feltre ha fatto le pulizie finali, il gruppo alpini ha aiutato nella rimozione dei banchi e per allestimenti vari prima del restauro e alcuni volontari hanno riposizionato il pavimento originale in legno e ricollocato i banchi.
Un’analisi radiografica delle strutture architettoniche aveva evidenziato vari elementi di degrado e diverse sezioni delle pareti interne necessitavano di un restauro. Le superfici ottocentesche, completamente nascoste nel loro aspetto originale, risultavano ricoperte da tinteggiature a smalto e pittura degli anni Settanta che andavano rimosse.
Sono stati così asportati sia gli intonaci, le stuccature e i rivestimenti in materiali non idonei, sia gli strati di colore sopra la pittura antica per riportare alla luce la superficie originaria in marmorino. Al restauro delle superfici originali si è aggiunta inoltre la pulitura degli elementi lapidei e degli apparati lignei.
Fortemente voluto dal parroco don Valerio Maschio, appassionato alle opere d’arte in genere, l’intervento è stato intrapreso sotto il suo occhio attento dal consiglio degli Affari economici della chiesa, di cui fa parte anche Valerio Giusti: «Sono stati ripristinati i giochi di colore originali sulle superfici interne», dice. «Un lavoro ben fatto, che senz’altro dà lustro a una chiesa che, così com’è posta al centro della piazza, è un elemento importante del paese e rappresenta il carattere e la storia di Tomo e della sua parrocchia. La comunità è in festa per un momento che unisce anche gli abitanti di Villaga e di Porcen, che sono ormai legati alla chiesa di Tomo».
Finito il primo round di lavori interni, l’edificio sogna adesso il restauro delle superfici esterne (facciate e torre campanaria), se arriveranno altri fondi. Il progetto è già stato approvato ed è pronto per candidarsi a qualche bando per cercare di intercettare finanziamenti. Si parla di un intervento non meno impegnativo dal punto di vista dell’investimento rispetto a quello appena terminato.
(sco.)
Riproduzione riservata © Corriere delle Alpi
Leggi anche
Video








