Comune unico, sì allo studio di fattibilità

I consiglieri di Calalzo, Pieve e Perarolo riuniti a Pieve di Cadore chiedono un’analisi tecnica e finanziaria della fusione
Di Vittore Doro

PIEVE DI CADORE. Calalzo, Pieve e Perarolo di Cadore: avanti a tutta forza per il comune unico. I consigli comunali di Calalzo, Pieve e Perarolo di Cadore, riuniti in un unico consesso, hanno approvato all’unanimità la delibera, proposta dai loro sindaci, che da loro mandato di «approfondire la possibilità di attuare la fusione dei tre comuni, da concretizzarsi attraverso la realizzazione di uno studio di fattibilità tecnico – organizzativa, economico – finanziaria e politico - istituzionale. Inoltre viene dato mandato di elaborare la bozza di statuto del nuovo comune unico, compreso il nuovo nome. Lo studio di fattibilità e la bozza dello statuto, saranno poi oggetto di confronto e di discussione negli appositi incontri aperti alla cittadinanza. Viene inoltre dato mandato ai sindaci di assumere il “preciso impegno politico amministrativo” di rendere tutto il percorso finalizzato al comune unico, il più partecipato possibile, con il coinvolgimento della società civile e di tutte le sue espressioni sul territorio».

Un voto unanimamente espresso, che ha coinvolto sindaci, consiglieri di maggioranza e di minoranza in un unico obiettivo: arrivare alla fusione dei tre comuni, ma solo dopo aver sottoposto l’idea ai cittadini attraverso un referendum. «Questa fusione» ha affermato il consigliere di Perarolo Angelo Zangrando, «potrebbe anche invogliare altri comuni cadorini ad aggiungersi». Nemmeno la neve che è caduta copiosa durante il pomeriggio, imbiancando le strade, ha fermato la volontà di partecipazione degli amministratori comunali dei Comuni di Calalzo, Pieve e Perarolo allo storico incontro previsto in Magnifica Comunità alle 18.30. All’appello mancava un solo consigliere, ma per causa di forza maggiore, mentre era presente Anna Mirka Frescura che per partecipare ha dovuto prendersi un permesso.

I lavori sono stati aperti dal sindaco di Pieve, Maria Antonia Ciotti, che con un po’ di emozione ha letto la dichiarazione introduttiva che dopo di lei avrebbero fatto anche i sindaci di Perarolo e Calalzo. «La Magnifica Comunità Cadorina» ha affermato, «è sempre stata una forza anche politica perché è sempre stata unita e coesa. Oggi il nostro territorio è troppo frammentato ed a causa di ciò abbiamo perso opportunità e servizi. Ora, di fronte ai continui tagli perpretati dallo Stato e dalla Regione, è necessario elaborare un unico progetto umano ed economico. Gli amministratori hanno il dovere di mantenere i servizi per i cittadini. Oggi non siamo in grado di garantire che ciò sarà possibile. Per questo è necessario unire le forze, procedere insieme ed elaborare un progetto di fusione dei nostri comuni armonioso e che sia in grado di mantenere i servizi».

Seppur diversi nella forma, gli interventi di Pierluigi Svaluto Ferro e di Luca De Carlo, hanno ribadito gli stessi concetti, anche se De Carlo ha battuto molto sulla necessità che nessun passo sia fatto senza consultare i cittadini. «Sono loro, infatti, ha concluso, che tramite il referendun, dovranno dare il via alla fusione. Se si esprimeranno diversamente, per me non sarà un problema perché come ho sempre affermato questo sarà il mio ultimo mandato di sindaco». Il sindaco di Perarolo nel suo intervento, ha anche illustrato la legislazione che consente la fusione dei comuni e le modalità per arrivarvi.

Dopo aver letto la proposta di delibera elaborata dal segretario Bassiato, sono in iniziati gli interventi dei consiglieri. Non sono stati molti, ma tutti costruttivi anche se, come ha affermato Alberto Tabacchi, consigliere di minoranza di Pieve, in lui resta il dubbio che la fusione sia ormai un passaggio obbligato provocato dal Governo attraverso i tagli ai bilanci dei comuni. Poi il voto per alzata di mano che ha visto l’unanimità dei consensi.

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