Pastori preistorici sulle Vette

MONTE AVENA. C'è ancora molto da sapere sui pastori della Preistoria delle Vette feltrine. Qualcosa però è già stato scoperto. I risultati preliminari delle ricerche condotte sulla Busa delle Vette saranno presentati sabato mattina con una visita guidata al sito archeologico e una conferenza divulgativa al rifugio Dal Piaz. L’appuntamento è alle 11 con Fabio Cavulli, tecnico di laboratorio del dipartimento di Lettere e filosofia dell’Università di Trento, e Francesco Carrer dell’Università inglese di Newcastle, che accompagneranno i partecipanti in una visita guidata al vicino sito archeologico , illustrando le attuali conoscenze sull’antichissima frequentazione di queste montagne. Il secondo appuntamento è alle 20.30 all’interno del rifugio, dove gli stessi ricercatori illustreranno nel dettaglio i risultati delle ricerche condotte nell’area.
Nel settembre scorso, a poca distanza dal rifugio Dal Piaz, è stata condotta una campagna di scavi archeologici all’interno di antichi recinti pastorali. L’indagine è stata realizzata grazie al finanziamento dell’Ente Parco, alla collaborazione del Comune di Sovramonte e al contributo scientifico e tecnico delle università di Trento e York, che hanno condotto gli scavi su concessione della Soprintendenza Archeologia del Veneto, oltre che al lavoro volontario ed appassionato dei soci del gruppo ARCA di Agordo e all’indispensabile supporto logistico del Corpo Forestale dello Stato. Gli scavi hanno restituito reperti di grande interesse, sui quali gli esperti sono ancora al lavoro. I recinti pastorali, formati da grandi muri a secco circolari, sono presenti in varie zone delle Alpi e, in alcuni casi, risalgono ad epoche preistoriche.
Uno studio preliminare riguardante la presenza di queste strutture in provincia di Belluno è stato pubblicato nel 2012 da Piergiorgio Cesco Frare e Gabriele Fogliata e ha costituito il fondamentale punto di partenza per le successive ricerche, che si sono concentrate all’interno del Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi. Gli scavi in Busa delle Vette del 2014 costituiscono l’evoluzione di quella prima indagine e hanno restituito frammenti di ceramica antica, resti di carbone, fondamentali per poter datare con precisione, attraverso analisi chimico- fisiche, l’epoca di frequentazione del sito, denti di animali domestici e numerose selci lavorate. (f.v.)
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