Una funivia per un turismo a 360 gradi

Ecco come e soprattutto con quale filosofia ci si inizia a muovere per realizzare un progetto ambizioso ma anche vitale
Di Stefano Vietina

AURONZO / COMELICO. Prende forma il collegamento sciistico fra Auronzo e il Comelico, con la suggestiva ipotesi che il Giro delle Cime, fra qualche anno, possa partire dal Monte Agudo e, attraverso proprio il Comelico e la Pusteria, giungere addirittura, sci ai piedi, fino a Sillian, in Austria. E' questo il senso di un documento (che il “Corriere delle Alpi” ha potuto vedere in anteprima), realizzato con fondi Interreg, presentato venerdì in una riunione tecnica ad Auronzo alla presenza dell'intera amministrazione comunale, del sindaco di Comelico Superiore Marco Staunovo Polacco e di quello di Sillian, Erwin Schiffmann (e, per la Sextner Dolomiten, società che gestisce gli impianti sciistici della Pusteria e del Comelico, del responsabile marketing Alfred Prenn e di Rinaldo Tonon).

PRIMA BOZZA. Si tratta ovviamente di uno studio preliminare, elaborato dal responsabile tecnico del Comune Tommaso Piovesana, realizzato con il coordinamento del Gal Alto Bellunese, e che verrà sottoposto, nel dettaglio, all'attenzione ed alla valutazione della popolazione perché la complessità del progetto impone il massimo consenso. Per poi andare a verificare tutte le varie possibilità di finanziamento. «Sentiamo tutta la responsabilità», spiega l'assessore al Bilancio, Dario Vecellio Galeno, «di dare una risposta concreta a tutti coloro che si chiedono, con trepidazione e qualche preoccupazione, cosa ne sarà della nostra montagna. Con questo studio cerchiamo di individuare una strada percorribile, perché la mobilità sostenibile e lo sviluppo del turismo sono presupposti imprescindibili per avere un futuro». E con questa mossa Auronzo si candida a recuperare un ruolo di leadership per tutto il Cadore, in stretta collaborazione con il Comelico, la Pusteria ed anche un fazzoletto di Austria, nella consapevolezza che un futuro è possibile solo nella visione di un'area ampia e lungi dai particolarismi e dai campanilismi, che rischiano di vanificare ogni prospettiva. Il progetto è particolarmente ambizioso.

IL “CUORE” DEL PROGETTO. Il cuore, comunque è la parte sciabile. La premessa è che “i territori di Auronzo, del Comelico, della Val Pusteria e dell’Ost Tirol, di forte vocazione turistica, comprendono alcune fra le più importanti formazioni montuose del mondo, e si trovano in posizione baricentrica nelle Dolomiti.” Già alcune importanti opere sono state realizzate: dall’ammodernamento della ferrovia della Val Pusteria, con l’integrazione della linea con gli impianti sciistici di Plan De Corones e di Monte Elmo, alle nuove stazioni di Perca e Versciaco; dalla realizzazione della nuova cabinovia di Orto del Toro, per il collegamento di Monte Elmo e Croda Rossa, alla progettazione ed al finanziamento dell’impianto sciistico Padola–Passo Monte Croce Comelico e l’ipotesi di collegamento complessivo dei comprensori Comelico–Dolomiti di Sesto. “Le vie di comunicazione realizzate con queste opere – si legge nel documento – possono essere collegate tra loro per renderle fruibili dal maggior numero di utenti e creare un’offerta turistica di montagna globale”. Finalizzata non solo allo sci invernale, ma anche, nelle altre stagioni, a mtb ed escursionismo. “E, se qualche decennio fa, la pratica dello sci era basata su singole piste da sci tecniche e quella del ciclismo era polarizzata sulla strada, oggi il turista sciatore esige vasti comprensori e il turismo itinerante sciabile è sempre più di moda. E dunque il cicloturismo è diventato di basilare importanza nell’offerta turistica montana”.

LA GENESI DELL’IDEA. Da qui l'idea di un collegamento funiviario Auronzo–Padola con un impianto di arroccamento e risalita a cabinovia. Un intervento che prevede la realizzazione delle piste da sci di collegamento per creare un comprensorio unico tra Monte Agudo e Padola, in modo da ampliare l’offerta sciistica dei comprensori Monte Agudo e Sextner Dolomiten. L'ipotesi, dunque, è di dar vita ad un impianto di collegamento/arroccamento Auronzo–Monte Ajarnola da località Ponte Malon–San Rocco, alle pendici del Monte Ajarnola, in corrispondenza del Passo di Sant'Antonio (frazione Larieto); un impianto di collegamento/arroccamento Padola–Monte Ajarnola da Col Saler alle pendici del Monte Ajarnola in frazione Larieto; due piste di rientro Monte Ajarnola–San Rocco, e Monte Ajarnola–Padola complete di impianto di innevamento; il ripristino previo adeguamento della pista di discesa Variante Taiarezze–Ponte Malon, lungo il tracciato della strada esistente di Monte Agudo; un impianto di risalita Ponte Malon/San Rocco–Variante Taiarezze. «Potrebbe sembrare un sogno. Ma dove saremmo oggi», conclude Dario Vecellio Galeno, «se chi negli anni passati ha lavorato per il turismo montano si fosse fermato, ad esempio, dinanzi all'impresa, allora assai complessa, di una funivia sul Monte Agudo o di un'innovazione come il fun bob? Oggi noi siamo chiamati a gestire e valorizzare l'esistente, ma anche e soprattutto a costruire insieme il nostro futuro».

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