Presidio permanente al via da oggi davanti palazzo Piloni

BELLUNO. Potrebbe cambiare qualcosa per il futuro della Provincia di Belluno se passerà al Senato il maxi emendamento del governo alla legge di stabilità. Infatti, gli enti provinciali verrebbero messi in sicurezza finanziaria per quasi tutto il 2015. La discussione avviata ieri, è stata rinviata ad oggi. Pur non facendo parte del Senato, il deputato bellunese Roger De Menech sta lavorando a stretto contatto con i sottosegretari Delrio, Bressa e Baretta per inserire i correttivi necessari ad assicurare la funzionalità delle Province. «L’equiparazione delle Province montane con le città metropolitane farà scendere gli esuberi di personale per Belluno dal 50 al 30%. Poi c’è tutta la partita da aprire con la Regione Veneto per l’assunzione delle nuove competenze».
Dal punto di vista tecnico, il maxi emendamento libererà risorse delle Province perchè i dipendenti dei centri per l’impiego resteranno formalmente assegnati alle Province, ma nel 2015 saranno pagati dallo Stato, dalle Regioni tramite finanziamento diretto (circa 100 milioni di euro) e attraverso il fondo sociale europeo. Per Belluno il controvalore sarà di circa 800-900 mila euro; inoltre la legge di stabilità sterilizzerà le rate dei mutui dovuti dalle Province nel 2015. L’importo complessivo è di 450 milioni di euro, mentre per Belluno il valore è di 1,8 milioni di euro.
La protesta. In attesa che questo maxi emendamento passi o meno, i lavoratori di palazzo Piloni oggi inizieranno il loro presidio permanente. Permanente finché questa norma non sarà rivista e la mannaia sul personale non sarà fermata. «Perché a rischio, se ancora qualcuno non l’avesse capito», dicono i rappresentanti dei dipendenti, «non ci sono solo i nostri posti di lavoro, ma anche i servizi che vengono erogati dall’ente. E se oggi si parla di 126 posti da mettere in mobilità in attesa che vengano incorporati in altri enti tra Regione e Comuni, domani se la sforbiciata del governo sui bilancio della pubblica amministrazione continueranno, la nostra Provincia andrà in default perché non avrà più i soldi per mantenersi in piedi e quindi poi sarà un problema anche degli altri che sono rimasti».
Il presidio. Da questa mattina alle 8.30 e fino alle 17.30, a turno secondo una lista che è stata stilata in queste ore, i lavoratori saranno presenti davanti a palazzo Piloni per «sensibilizzare l’opinione pubblica e i politici», dicono Bianca Paparella e Marco Zucco delegati sindacali rispettivamente di Cisl e Uil. «Infatti abbiamo invitato la presidente della Provincia o gli altri componenti a passare di qui». Ma poi Zucco precisa come «il problema e lo scontro non è tra noi dipendenti e l’ente provinciale, ma tra noi e la Provincia da un lato, e la Regione e lo Stato dall’altro».
Presidio h 24. Nei porossimi giorni sarà allestito anche un gazebo. «L’intenzione», precisa la delegata Paparella, «è quella di presidiare l’entrata del palazzo tutti i giorni e anche di notte. Diversi colleghi hanno dato la loro disponibilità per questo».
Cgil, Cisl e Uil. «Ma quale riordino degli enti locali», dicono le tre sigle sindacali di categoria, «quello proposto dal governo è un delirio istituzionale. Il riordino va partecipato col territorio e deve garantire servizi e occupazione».
Paola Dall’Anese
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