Nevegal abbandonato, s’alza la protesta

Gli operatori si lamentano e chiedono al Comune di intervenire. L’accordo estivo imprenditori-curatore in settimana
Di Paola Dall’anese

BELLUNO. Potrebbe definirsi la settimana prossima l’attività estiva del Nevegal. Dopo il fallimento della Nis e dopo che ad aprile è terminato l’affitto del ramo di azienda assegnato alla società Alpe del Nevegal, formata da una cordata di imprenditori, le trattative col curatore fallimentare sono proseguite per cercare di trovare il modo di garantire l’attività estiva. Questo potrebbe essere il primo passo verso l’obiettivo finale dell’Alpe del Nevegal, di concorrere ad una gara per acquisire gli impianti e quindi il ramo di azienda della Nis legato al Colle.

Certo, però, se anche l’accordo dovesse concludersi entro giugno, ci saranno poi i tempi tecnici per sistemare tutte le attrezzature estive del Colle, dal fun bob al tubing fino al percorso Avventura: alla fine, se tutto va bene, entro la metà di luglio potrebbe partire l’attività per poi chiudersi a settembre. Uno spazio breve ma che potrebbe ugualmente far sentire meno abbandonato il quartiere più turistico del capoluogo.

Intanto gli operatori e anche chi abita lassù si dice preoccupato per l’immagine che sta dando di sè il Colle «visto l’abbandono in cui si trova. L’erba è alta anche all’interno del campo da calcio di Pian Longhi, le rotaie del fun bob sono lasciate alle intemperie, malgrado quanto sono costate. Insomma, un biglietto da visita negativo per i turisti», dicono. E gli membri dell’associazione NevegalSì lanciano una proposta all’amministrazione comunale: «Perché non creiamo una pro loco Nevegal? Noi ci stiamo attivando ma più siamo meglio è».

A dirsi preoccupato per il futuro del Colle e delle attività che qui vi sorgono anche Alessandro Molin, presidente della scuola di sci ma anche vicepresidente del Consorzio Nevegal. «Siamo al 22 di giugno e lassù è tutto chiuso. Se qualche turista viene qui trova una località in stato di abbandono e questo non fa bene nemmeno in prospettiva per la stagione invernale, anche se noi come scuola di sci a breve faremo uscire la pubblicità per i corsi. Domenica scorsa qualche turista è venuto quassù e ha iniziato a chiedere se gli impianti saranno aperti in estate. Ma noi cosa possiamo dire se non si sa nulla? È un peccato perché il Nevegal è importante per tutto il comune di Belluno, comune che pare essersene dimenticato, vista l’erba che cresce dappertutto. A questo punto se nessuno interviene per sfalciare lo faranno gli operatori anche se non compete a loro», precisa Molin.

La Comunità montana si dice pronta ad intervenire per tagliare l’erba «non appena il comune ci darà l’ok», precisa Orlando Dal Farra, presidente della Cm Belluno-Ponte che annuncia tra oggi e domani uno sfalcio sul campo da calcio di Pian Longhi. «Su questa struttura abbiamo anche dei progetti. Stiamo infatti pensando di affidare la gestione in via sperimentale per quattro mesi, quelli estivi, alle associazioni, per vedere le potenzialità di questo sito e così decidere poi come sfruttarlo al meglio e in che modo».

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