Cessna in avaria salvato dal pilota

Atterraggio d’emergenza sul Piave per il velivolo Candeago: «Il motore s’è spento, ho agito in pochi secondi»
Un monomotore costretto ad un atterraggio d'emergenza sulle grave del piave
Un monomotore costretto ad un atterraggio d'emergenza sulle grave del piave

BELLUNO

E’ stata soltanto la bravura del pilota Angelo Candeago, 30 anni di esperienza di volo, a far evitare il peggio ai cinque occupanti del Cessna 206 turbo da poco acquistato dall’associazione paracadutisti di Belluno che sabato pomeriggio ha avuto un’avaria al motore, tanto che il pilota ha dovuto ricorrere ad un atterraggio di emergenza sul greto del Piave.

Il piccolo velivolo, che per l’intera giornata di sabato aveva sorvolato i cieli della provincia, aveva a bordo cinque paracadutisti tra cui il capo decollo Corrado Marchet. Effettuato il decollo dalla pista dell’aeroporto di Belluno, a 150 metri dal suolo il motore all’improvviso si è spento.

«Ci siamo accorti subito del problema e abbiamo sperato che ripartisse il motore, ma visto che non avveniva, ho detto a tutti di mettere la testa tra le gambe, la posizione per gli atterraggi di emergenza e abbiamo iniziato a sperare», racconta Marchet, all’indomani dell’incidente conclusosi positivamente.

«Ero preoccupato perchè tra i cinque paracadutisti a bordo c’era anche qualcuno che non aveva tanta esperienza e quindi era anche una responsabilità», ammette il capo decollo che aggiunge: «Il merito del successo dell’atterraggio di fortuna è tutto del pilota che è stato bravissimo a valutare il problema e farci atterrare sul greto del Piave nelle vicinanze di San Pietro in Campo, senza procurare particolari danni al velivolo, se non un buco sull’ala».

Il Cessna ora si trova ancora sul Piave e nelle prossime ore si dovrà organizzare il suo recupero. Una volta spostato l’aereo sarà condotto in officina al Dell’Oro dove i meccanici verificheranno cosa ha provocato l’avaria al motore.

Racconta con serenità quanto avvenuto sabato anche il pilota, Candeago, che minimizza in parte anche il suo importante ruolo in questa vicenda. «Non so dire da dove è nato il problema al motore visto che si è spento all’improvviso dopo che per tutto il giorno aveva funzionato. Si è trattato di pochi secondi in cui ho dovuto agire. In quel momento non avevo paura, anche perchè sono addestrato per questo. Mi sono emozionato, invece quando abbiamo toccato terra e i cinque paracadutisti mi hanno abbracciato per ringraziarmi. E’ stata una bella emozione».

L’aereo è un usato di 20 anni che arriva dal Belgio con manutenzione effettuata regolarmente e motore cambiato da pochissimo. Ed è costato 150mila euro all’associazione paracadutisti di Belluno che l’ha acquistato a sue spese.

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