I tabiai di Fornesighe sfondo perfetto per la musica classica

C’è uno splendido connubio fra legno e pietra e il paesino è come una cassa di risonanza
VAL DI ZOLDO . La musica classica protagonista fra i tabiai di Fornesighe, con la manifestazione giunta alla 13esima edizione.


«Sono stati due giorni “al bacio” – afferma il vice presidente del Piodech Zoldan Flavio De Pellegrin – siamo stati beneficiati dal bel tempo. Tantissima la gente presente che dà lustro ad un evento che cresce di anno in anno. Certamente Fornesighe è il luogo ideale per questa manifestazione. C’è uno splendido connubio fra legno e pietra e il paesino è come una cassa di risonanza. Una stanza ideale per registrare musica. Non nego che è molto difficile organizzare una due giorni, soprattutto dal punto di vista burocratico. Comunque siamo un gruppo coeso e possiamo andare avanti».


La prima giornata ha avuto come tema “Musica bambina va crescendo”, su come nasce la passione al concertismo. È seguito un laboratorio creativo a cura di Carmen Dorigo dal titolo “Un ricordo profumato per Fornesighe”. A sera il blues. Ma la giornata clou è stata quella di ieri, con Fornesighe che si è messa l’abito da festa. Fra le viuzze e i tabiai una giornata da ricordare al suono della musica classica.


«Il tema della tredicesima edizione del festival all’aperto», commenta Claudio Martignon direttore della manifestazione, «è stato “Risuonando”, un modo per far capire che i suoni in montagna si ripetono (risuonano) e, in particolar modo, i tabiai tipici del paesino fanno da cassa acustica».


I tabiai di Fornesighe hanno accolto le note di Mozart, Beethoven, Schubert, come una grande melodia che raggiunge le più alte vette dell’arte.


Quattro le postazioni, occupate da altrettanti gruppi. Su un terrazzo ecco un pianoforte affidato alle abili e sapienti mani della feltrina Silvia Carlin, una giovane promessa del pianismo internazionale.


Nella seconda postazione, all’interno di un favoloso tabià, il Summer Quintett formato da cinque talentuosi professori d’orchestra che operano alla Fenice di Venezia, nell’orchestra da camera di Padova e del Veneto e la Filarmonica veneta: Alessandra Nocera (flauto), Arrigo Pietrobon (oboe), Federico Ronzato (clarinetto), Laura Meneghetti (corno), Guglielmo Martignon (fagotto). Hanno eseguito famosi brani del repertorio operistico.


Nella terza postazione, in un cortile suggestivo per la quantità e la qualità dei fiori, il quartetto per archi di quattro giovani promesse del concertismo internazionale: Leila Negro e Marco Norzi al violino, Lorenzo Boninsegna alla viola e Francesco Martignon al violoncello. Hanno eseguito brani di Franz Schubert e di Edvard Grieg.


Nella quarta e ultima postazione, uno spiazzo davanti ad un portentoso fienile, spazio al bel canto con il soprano Simonetta Baldin, il mezzo soprano Floriana Sovilla, il tenore Enrico Pertile, il baritono Pier Zordan e Stefano Berdineschi al pianoforte. Un gruppo molto affiatato con una attività concertistica rilevante. In mattinata hanno eseguito duetti a tema, nel pomeriggio un tema monotematico, la Carmen di Biset. E alle 17 tutti in chiesa a Fornesighe per il concerto finale diretto dal maestro Claudio Martignon. Ma non è finita. La sera alle 21 ballo in piazza ed estrazione sottoscrizione a premi.


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