Vismara scommette solo sulla Pellegrini «Il resto è da giocare»

Oggi 400 misti maschili e femminili, 400 stile maschili e 4x100 sl femminile: i pronostici dell’ex campione azzurro
Di Claudio Malvicini
Federica Pellegrini of Italy during a training session at the Aquatics Center in preparation for the London 2012 Olympic Games, London, Great Britain, 26 July 2012. ANSA/ETTORE FERRARI
Federica Pellegrini of Italy during a training session at the Aquatics Center in preparation for the London 2012 Olympic Games, London, Great Britain, 26 July 2012. ANSA/ETTORE FERRARI

Cominciano i Giochi del nuoto. Oggi sono in programma 400 misti maschili (Marin e Turrini, finale alle 20.30) e femminili (Pirozzi, finale alle 21.09), i 400 stile libero maschili (Pizzetti, finale alle 20.49) e la 4x100 stile libero femminile (Letrari, Ferraioli, Mizzau e Pellegrini, finale alle 21.50). Non si fa grandi illusioni sulla spedizione degli azzurri Lorenzo Vismara, il 37enne ex azzurro (tre ori europei e un argento mondiale in carriera) che è alla sua prima Olimpiade da commentatore di Eurosport. “Scommette” solo sulla Pellegrini.

Vismara, quante medaglie vincerà l’Italia del nuoto?

«Da due a cinque, di più è difficile».

Chi se le metterà al collo?

«Le due sicure sono quelle della Pellegrini nei 200 e nei 400, poi ci sono quelle possibili. Scozzoli nei 100 rana, Dotto nei 50 e Paltrinieri nei 1500 se la giocano, Magnini può arrivare al bronzo nei 100 stile libero, ma più su è difficile».

E la Filippi?

«È in recupero, ma non credo possa arrivare a medaglia».

È la prima Olimpiade senza i costumi ipertecnologici, cose ne pensa?

«Sono stati una ignominia perché hanno permesso ad atleti di medio valore di battere campioni come Magnini, senza contare che non tutti i costumi erano uguali e quindi si creava un vantaggio tecnico, come guidare un’auto più veloce delle altre».

Ora siamo tornati indietro.

«Ed è un bene, ma quelli come Magnini hanno perso anni preziosi per vincere delle medaglie perché non avevano il fisico adatto per far rendere quei costumi ipertecnologici».

A proposito di medaglie, Phelps quante ne vincerà?

«A Pechino ha raccolto otto ori su otto, qui partecipa a sette gare e prenderà altrettante medaglie, ma non tutte del metallo più pregiato. Vince di certo i 400 misti, i 200 delfino, le staffette 4x100 mista e 4x200, se la gioca nei 200 misti e nei 100 delfino, mentre si deve scordare l’oro nella 4x100 stile libero perché l’Australia è due secondi più veloce».

Favorevole o contrario all’uso di Twitter?

«Favorevole perché questi ragazzi hanno 20 anni e sono cresciuti con la tecnologia, per loro è normale usare Twitter. Capisco il bisogno di conservare “l’incantesimo” del villaggio olimpico, da sempre isolato dal mondo esterno, e comprendo pure la necessità di tutelare gli atleti dal rischio di farsi squalificare per una parola fuori posto, ma il divieto è arrivato fuori tempo massimo dal momento che Twitter non è mai stato vietato nelle altre competizioni internazionali».

Doping e nuoto, che rapporto c’è?

«Dove ci sono soldi il rischio di trovare atleti scorretti è più alto, il problema è che le condanne variano da Paese a Paese e da disciplina a disciplina».

Personaggi come Phelps e la Pellegrini hanno fatto aumentare la notorietà del nuoto, ma è l’attenzione che vorrebbero gli atleti?

«Se i giornali pubblicassero le tabelle d’allenamento della Pellegrini la gente non li leggerebbe, se invece parlano della sua storia d’amore con Magnini l’attenzione per il nuoto è maggiore. L’unico rischio è che la fama travolga l’atleta, ma Federica è stata brava a restare se stessa».

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