Verso le Olimpiadi. Niccolò Macii, la stella del pattinaggio adottata dai bellunesi
ll pattinatore azzurro sogna una medaglia con Sara Conti. Tra qualche mese sposerà la pedavenese Vanessa Dalla Vedova e spesso si allena al PalaFeltre. «Iniziai a pattinare quasi per caso. Voglio godermi questo momento»

Sta scrivendo nuovi record e pagine di storia del pattinaggio artistico italiano insieme a Sara Conti, sua compagna sul ghiaccio. È originario della Lombardia, ma ha un stretto legame con la provincia di Belluno, che tra qualche mese verrà sancito da un matrimonio. Il 2026 di Niccolò Macii si prospetta un anno niente male, con il focus ovviamente sulle Olimpiadi di Milano Cortina, dove la coppia di artistico vuole giocarsi tutte le proprie carte e provare a mettersi al collo una storica medaglia.

Macii, classe 1985, insieme a Conti ha appena ottenuto il terzo titolo italiano della sua carriera, mentre ad inizio dicembre i due azzurri in forza alle Fiamme Oro avevano messo a referto in Giappone il terzo podio nell’ambito delle Finali del Grand Prix (sono undici, contando anche le tappe canoniche del circuito) con un secondo posto ed un punteggio che ha riscritto il nuovo primato nazionale. Insomma l’avvicinamento ai Giochi in casa, con le gare di artistico che si terranno alla Milano Ice Skating Arena, sembra promettere bene al campione, che ama trascorrere lunghi periodi nel Bellunese e che è stato anche per due volte ospite alla nostra Festa dello Sport quale simbolo per i giovani atleti del territorio.
Niccolò, manca un mese al grande evento che tutti stiamo aspettando, cosa ti aspetti da questi Giochi?
«Godermi ogni singolo momento! Partecipare alle Olimpiadi è il sogno che ho sin da bambino, si sta per realizzare quindi spero davvero siano giorni indimenticabili».
Visti i recenti risultati tu e Sara siete una tra le coppie su cui sono puntati i fari per la vostra specialità, senti la pressione?
«Cerco di non pensarci. Siamo messi bene, è innegabile, ma l’obiettivo è pattinare al meglio e cercare la prestazione migliore di sempre a livello di sensazione e soddisfazione personale. Insomma, dev’essere una magia».
Ti aspetti un buon seguito di pubblico? Questa vetrina può contribuire a far crescere il vostro settore in Italia?
«Spero succeda. Il nostro è uno sport stupendo e molto seguito quando viene mostrato sui principali media, ma purtroppo allo stesso tempo è difficile da capire, facciamo fatica persino noi del settore in qualche caso. Ad ogni modo spero vivamente che possa essere valorizzato come merita».
Come state organizzando l’avvicinamento a questo evento? Come valuti la stagione fino ad ora?
«Mi alleno all’IceLab di Bergamo ed il focus rimane il solito: perfezionare sempre di più i due programmi di gara. Questa stagione è partita veramente bene, abbiamo battuto tutti i nostri record personali e anche quello italiano quindi non posso che essere contento».
Come ti sei avvicinato al pattinaggio artistico? Cosa ti piace e c’è invece qualche aspetto che ti piace meno?
«Ho iniziato a pattinare perchè una compagna di classe frequentava un corso al Palasesto a Sesto San Giovanni e ho deciso di provare e capire se facesse per me. È stato subito amore. Adoro il fatto che più impari e più ti diverti. Questo ti porta a volerne sapere sempre di più e ad avere quella “fame” che serve anche nella vita. Non mi piace ad essere onesto che sia così poco sovvenzionato, di conseguenza le famiglie devono fare grandi sacrifici per permettere ai loro figli di sognare, così come ha fatto la mia».
Cosa conta curare di più nella vostra disciplina?
«Tutto è importante, non esiste qualcosa su cui puntare di più. Il lato tecnico è fondamentale per raggiungere ottimi livelli ma se si vuole andare ancora più su la parte artistica è quella che fa la differenza».

Cosa ti lega al territorio bellunese? Come ti ci trovi?
«Posso dire che sono stato “adottato” grazie alla mia futura moglie Vanessa Dalla Vedova che è di Pedavena. Mi sono innamorato subito di questo territorio, la gente è accogliente e a tutti piace fare amicizia e festa».
Hai avuto modo di capire come è sviluppato il pattinaggio qui in provincia?
«Sono stato chiamato dalla Federazione a tenere due Camp dei Giovani Talenti Veneti al Palafeltre e devo dire che ho visto molti segnali positivi. I ragazzi e le ragazze che ho seguito sono molto determinati e volenterosi di imparare, in più alcuni li ho trovati molto migliorati dopo un anno».
Ed invece fuori dal ghiaccio cosa ti piace fare?
«Diciamo che non mi rimane tanto tempo, ma quando posso adoro stare con la mia dolce metà e con il nuovo membro della nostra piccola famiglia, il gattino Yuki».
Infine cosa ti senti di consigliare a chi si avvicina a questo sport?
«Il consiglio è uno: il lavoro duro batte di gran lunga il talento. Io tutto quello che ho imparato l’ho costruito con il lavoro. Non sono mai stato molto talentuoso, ma molto caparbio e grazie a questo ho raggiunto anche di più di quello che mi aspettavo. Il pattinaggio artistico è uno sport fantastico ma serve tanto lavoro per arrivare in cima, e più su si va, più lavoro servirà per restarci».
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