Un buon pareggio per il Belluno

Serie D, la ventesima giornata. Gialloblù vicini al colpaccio sul campo del Giorgione 

CASTELFRANCO. Un punto per Danilo. Di cuore, da parte di tutti i giocatori del Belluno. E anche dei tifosi, che sono arrivati a Castelfranco e hanno appeso alla rete di recinzione uno striscione con la scritta "Tutti insieme vinciamo per Danilo". La vittoria non è arrivata e la squadra di Raschi ha dovuto accontentarsi del terzo pareggio di fila, questo senza reti dopo quelli più movimentati con il Tamai e il Pordenone; ma l'impegno è stato massimo, dal primo all'ultimo minuto di recupero.

E non bisogna nemmeno dimenticare che, in fondo, l'occasione migliore è capitata all'eroico Davide Furlan, che ha colpito un incrocio dei pali pieno con una gran botta dalla distanza: in quel momento, il portiere castellano Lorello se l'è vista veramente brutta.

Perché eroico? Perché da un certo momento in poi ha dovuto giocare con una specie di turbante, tirato fuori dal massaggiatore Dassi, per un colpo sopra l'occhio sinistro.

Un minuto di raccoglimento e Belluno con il lutto al braccio. Non c'è lo squalificato Rosso e, al suo posto, sulla fascia destra, gioca Masoch.

Sta peggio il Giorgione, che in un colpo solo deve rinunciare a Loro, Gazzola e Lazzari, ma almeno recupera i due centrali difensivi Malerba e l'ex Nicola Rostellato. A proposito di ex, in panchina c’è Daniele Lazzaretti, che è stato in città solo l'anno scorso e che ha fatto il suo ingresso in campo all'inizio del secondo tempo, al posto dell'infortunato Dieng.

Il Giorgione viene dal pareggio di Mezzocorona e comincia meglio con il suo 4-3-3: il primo pericolo dopo un paio di minuti: Episcopo mette il mezzo da destra una bella palla e il destro in corsa di Fantinato è alto. Il Belluno gioca con lo stesso modulo, segno che non ha alcuna paura dei castellani: davanti a Baù, ci sono i difensori Lovato, Brustolon, Cresta e Mastrelli; i centrocampisti Masoch, Bono e Furlan e le punte Marijanovic, Radrezza e Mosca. I meccanismi ormai funzionano e bisogna provare a tornare alla vittoria.

La risposta ospite sta in un destro centrale di Marijanovic parato da Lorello (il bomber sloveno cambierà poi le scarpe) e in un pallonetto non dosato alla perfezione da Radrezza, ma soprattutto nella famosa legnata dritta sull'incrocio di Furlan, quando se ne sono andati venti minuti. Un pallone colpito benissimo, che avrebbe meritato di entrare.

Il Giorgione si riprende dallo spavento e cerca la vittoria almeno quanto i bellunesi.

Ci prova Niero, ma la mira non è la migliore e Baù non deve intervenire. La partita è equilibrata e nell'ultimo quarto d'ora la squadra di Raschi ha almeno tre situazioni interessanti: sulla gran palla di Furlan, Radrezza viene anticipato all'ultimo istante da Riello; la punizione dal limite di Bono passa di poco alta e c'è una grande azione di Marijanovic, con sinistro finale deviato in angolo. Ma attenzione anche all'uscita molto tempestiva di Baù sul lanciato Fantinato.

Il Belluno non gioca una ripresa all'altezza del primo tempo, ma comunque non dispiace. Per ricominciare, deve difendersi da un pallonetto di Niero, che finisce sopra la traversa di Baù, ma per proseguire occhio anche al sinistro da fuori di Mosca, che comunque è troppo centrale e viene parato senza problemi da Lorello.

Verso la mezzora, forse ci starebbe un rigore per il Belluno, perché la parata con i pugni di Malerba sul tiro di Marijanovic sembra abbastanza evidente; ma la signora Carina Susana Vitulano non vede o considera troppo vicini i due giocatori e una sorta di protezione l'intervento del difensore castellano. Dopo aver sostituito Radrezza con Brotto, a meno di un quarto d'ora dalla fine, Raschi gioca anche la carta del doppio cambio: dentro Borotto per Mosca e il debuttante Moretti (classe 1994) per Masoch. Il Giorgione ha già sostituito Episcopo con Mattiazzo e inserirà Mattia Riello al posto di Fantinato. Il Belluno ha un brivido sulla punizione di Rostellato, che manca di poco la porta, ma sa anche restituirlo ai trevigiani con una coclusione di Borotto, che passa vicina ai pali di Lorello. I castellani provano il tutto per tutto e, a due minuti dalla fine del tempo regolamentare, il primierotto Simoni sfonda sulla destra e chiama Baù a una bella respinta. Ci saranno anche tre minuti di recupero, ma non serviranno a schiodare il pari. Finisce senza reti e per la formazione di Raschi è il terzo pari di fila. Non esce dalla zona play out, ma dimostra una volta di più di essere ancora viva e di poter lottare per la salvezza diretta. Chiaro che, prima o poi, bisognerà anche che ricominci a vincere.

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