Ultrà scatenati, Euganeo a rischio squalifica
VALDAGNO. Avrebbe potuto essere una memorabile giornata di festa, invece quel petardo esploso dietro alla panchina dell’Altovicentino (ma all’episodio sono seguiti altri tre botti) l’ha rovinata. Petardi che hanno rovinato la festa dei 2.800 tifosi padovani giunti allo stadio “De Fiori” di Valdagno per spingere Parlato e i suoi. Ed è così che una trasferta che poteva essere ricordata come la più massiccia dell’ultimo decennio, ora rischia di trasformarsi in un boomerang.
Palla al giudice. Tocca partire proprio da questo, dai tre petardi esplosi all’8’ del primo tempo, quindi al 6’ e 39’ della ripresa. Tre botti che mettono a rischio la prossima partita in casa del Padova, contro il Montebelluna. Perché l’Euganeo, già in diffida (anche se per cori razzisti) rischia di vedersi chiudere le porte: il commissario di campo della Lega Dilettanti ha annotato tutto ciò che è piovuto dagli spalti, e la prossima mossa spetterà al giudice sportivo.
Festa da record. Un comportamento assurdo, perché quella di Valdagno era stata fino ad allora una sportiva invasione biancoscudata. Non c’erano, infatti, solo i duemila muniti dei biglietti, raccattati in tutta fretta in settimana dopo estenuanti code all’Euganeo. Insieme a loro, c’erano altri ottocento tifosi padovani che si sono presentati a Valdagno senza biglietto, con la speranza di trovarne uno al botteghino.
Al fischio d’inizio, ieri, il colpo d’occhio dello stadio metteva i brividi. Da un lato i tantissimi tifosi dell’Altovicentino, a sventolare le loro bandierine blu, rosse e bianche, dall’altra un vero e proprio muro di sciarpe, fumogeni, cori e calore.
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