Sfida a Cavendish l’Italia lancia Nibali

Il ciclismo assegna il primo oro. «Se bastasse una bella giornata dei nostri...», direbbe Ramazzotti. Ma siamo a Londra, il campione del mondo Mark Cavendish conosce la strada come quella che porta a casa sua e su questo traguardo è sfrecciato primo un anno fa, in una corsa che percorreva il circuito a cinque cerchi. E allora Nibali e soci faranno bene a inventarsi una soluzione diversa da quella dello sprint a ranghi compatti, quella che ha visto Cannonball primo in tre tappe dell’ultimo Tour.
Stamattina alle 11 il ciclismo, che ieri ha snobbato la cerimonia di apertura per fare la gamba sul percorso olimpico e nel bosco che cela la salita da scollinare nove volte, muove le prime pedalate verso un podio comunque incerto. L’Italia punta su una soluzione diversa da quella allo sprint a ranghi compatti, nella quale il migliore è Cavendish, seguito dall’aussie Goss, ma potrebbe dire la sua anche Viviani, che pure gareggia anche su pista per inseguire una possibile medaglia nell’Omnium. Per una soluzione a ranghi ridotti Modolo sorriderebbe di più, ma il favoritissimo sarebbe comunque lo slovacco Sagan, che di italiano ha solo il club di appartenenza e una biennale residenza a Treviso.
Nibali, come già detto, se confermasse la forma con cui è uscito dalla Grande Boucle (dove è giunto terzo alle spalle di Wiggins, che mercoledì è pronto a giocarsela con Cancellara e Martin a cronometro) potrebbe tirare la zampata con una fuga o un allungo feroce in salita. Intanto – non bastassero le rogne che già abbiamo – Pippo Pozzato lamenta di essere stato escluso (ma perché andava da un medico dopatore come Ferrari: ingenuone?) e dice che andrà a correre con il Kenya. Magari non “con il” ma “in” Kenya... E occhio ai leoni. C’è un precedente: Rebellin voleva fare il mondiale con l’Argentina e abbiamo visto com’è andata: due anni di squalifica e medaglia restituita a Pechino.
Torniamo a bomba, cioè a domani. Agli ordini di Bettini (campione olimpico ad Atene), schieriamo Nibali, Paolini, Modolo, Pinotti e Viviani ( Trentin sarà solo riserva).
A dir la verità il coach Paolo Bettini ha sciolto le riserve solo ieri e ha deciso di buttarci anche Viviani, che in origine doveva essere risparmiato per inseguire il sogno su pista. In squadra, l’ottimo ct ha un uomo di assoluta fiducia, una specie di vice pedalante, ovvero Paolini, che a suo tempo aiutò proprio lui a portare a casa un paio di Mondiali e un oro a cinque cerchi. Ha poi l’ingegner Pinotti, uno affidabilissimo e che avrà l’ordine di francobollare tutti quando la velocità si alzerà.
La seconda punta (la gerarchia vale: uno che arriva terzo al Tour come Nibali non può essere un outsider) sarà Elia Viviani, che non viene da una bella stagione a causa di un infortunio patito in pista, ma che ha rispettato tutte le tabelle di allenamento messegli in mano dal coach.
Viviani, sia chiaro, può diventare un... Cavendish nel giro di un paio d’anni, ma non ha ancora l’autorità del ragazzo dell’isola di Man, né la sua rabbiosa fame di successo e di rivincita su una vita non facile. A Londra farà esperienza e, se capita la volata finale, ci proverà anche.
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