Rugby serie A. Il Feltre promuove Alessio Dal Pont in panchina

 

L’ex Belluno guiderà la prima squadra dopo un anno come vice di Bergamo. Saluteranno gli argentini Gimenez e Cipolla. Aspodello: «Alessio ha maturato la giusta esperienza»

Gianluca Da Poian
Alessio Dal Pont, nuovo allenatore del Rugby Feltre
Alessio Dal Pont, nuovo allenatore del Rugby Feltre

Panchina ad Alessio Dal Pont, dopo un anno di apprendistato accanto a Manuel Bergamo. Quanto al roster, sarà da integrare con qualche giocatore di talento ed esperienza.

Il Rugby Feltre affronterà così la seconda stagione di fila in serie A, stavolta consapevole che torneranno le retrocessioni e di conseguenza non sarà più possibile chiudere all’ultimo posto della classifica senza conseguenza. Il XV granata ha terminato in fondo alla graduatoria, ma a condizionare il percorso era stata una prima parte di campionato - fino a dicembre - non facile in termini di impatto in un torneo ben differente rispetto alla B.

«L’assenza di retrocessione è stata un privilegio e una fortuna», sottolinea il presidente Paolo Aspodello. «Ha ripagato però la rinuncia di tre anni fa, quando decidemmo di non accettare il ripescaggio. L’estate scorsa abbiamo invece preso la decisione di andare in A, pur se già a metà luglio con una squadra allestita per la B e non consapevoli del livello che avremmo trovato».

L’ambiente granata è soddisfatto del percorso.

«Abbiamo affrontato l’anno pensando solo a migliorarci, senza l’affanno dell’esigenza di punti e l’annata si è rivelata più che positiva. L’aspetto più importante è che i ragazzi feltrini hanno dimostrato di poter dire la loro in categoria. Qualche difficoltà è stata incontrata e lo sapevamo, a ogni modo al di là della tartassata con il Valpolicella all’andata le prestazioni non sono mai mancate. Certo in B se sbagli una meta poi ne fai tre, in A se ne sbagli una gli altri te ne realizzano due…».

Adesso toccherà a Dal Pont prendere in mano la gestione tecnica della squadra.

«Confermo questa indiscrezione. Ha maturato esperienza e si è inserito in modo ottimale nell’ambiente, accanto a un coach che salutiamo dopo averci consentito il salto di qualità. Nei tre anni di gestione Bergamo è cambiato l’approccio complessivo, a cominciare dalla preparazione alle partite sempre più professionale. Nel frattempo siamo anche cresciuti fisicamente grazie al lavoro svolto da Andrea Sartor e in categoria è fondamentale. La valutazione è sul chi inserire nello staff a occuparsi di mischia e touche, perché di certo servono più profili».

Sul roster, «sappiamo di dover rafforzarci. I nostri hanno tutti voglia e piacere di rimanere, probabilmente saluteremo gli argentini Mauro Ramiro Gimenez e Angelo Cipolla. Ci guarderemo attorno: non sarebbe male individuare qualche profilo straniero che abbia voglia di fare un’esperienza in Italia. Abbiamo bisogno del giocatore che sappiamo trasmettere tranquillità e prendere per mano la squadra nei momenti più complicati». 

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