Il saluto di Orazio Zanin dopo 50 anni di calcio. Andrea Rui al suo posto in Figc

L’ormai ex delegato Figc ha organizzato una serata di addio a Santa Giustina. «Lascio, ma ci sono battaglie da portare avanti o si tornerà indietro di 30 anni. Fare attività a Belluno non è facile, lo ricordo a chi criticava per i rinvii»

Gianluca Da Poian
Orazio Zanin con i suoi collaboratori in Figc
Orazio Zanin con i suoi collaboratori in Figc

72 anni, dei quali 50 trascorsi nel calcio e gli ultimi 13 con in capo il ruolo di delegato provinciale della Figc. A ricordarlo, una torta… rigorosamente a forma di campo da calcio. In qualche circostanza non ha trattenuto la commozione Orazio Zanin, nella serata conviviale concomitante con il compleanno e a cui presenziavano le persone che negli anni hanno ricoperto ruoli all’interno della delegazione, così come rappresentanti dell’Aia di Belluno, della sezione provinciale degli allenatori e Roberto Padrin, al suo fianco da presidente della Provincia.

Aneddoti, curiosità, qualche critica e una sorta di punto riguardante il lavoro svolto hanno dato ritmo all’appuntamento di Santa Giustina.

«Finirò il mio mandato… in Senato, perché lunedì sarò a Roma per intervenire alla conferenza stampa di presentazione del Mundialito», ha svelato sorridendo. Forte l’abbraccio dei presenti e a proposito, immancabili erano la moglie Lucia, le figlie Lara e Federica e il nipote Francesco. «La fortuna è stata che mia moglie mi ha sempre lasciato libero, così come la famiglia non ha mai mancato di sostenermi. Anche quando a casa chiedevo aiuto alle mie figlie di buon mattino la domenica se c’era la necessità di rinviare d’urgenza una partita…».

Orazio Zanin e Andrea Rui
Orazio Zanin e Andrea Rui

Il 30 giugno “Acio” lascerà ruolo e ufficio all’avvocato Andrea Rui.

«Ci tengo a rivolgere un grazie a tutte le persone che hanno dedicato tempo e passione alla Delegazione. Pur essendo piccoli, non è certo una passeggiata stare dietro a ogni incombenza».

Tante le figure citate e chiamate per un saluto: dalla vice e anima della Rappresentative Manuela Boito al consigliere regionale Maurizio Giacomelli, da Luca Perer che coordina l’attività di base a Marco Cruder e Alessandro Stasi dell’Aia Belluno. Senza dimenticare Nicola Rech e Gabriele Pinto, i due dipendenti della Figc Belluno che in questi tredici anni erano al suo fianco.

Orazio Zanin con la sua famiglia
Orazio Zanin con la sua famiglia

In generale l’abbraccio personale di Orazio Zanin ha coinvolto tutti. Perché in fondo Orazio «è stato un capitano», come sottolineato nella targa ricevuta in regalo dai componenti dello staff delle Rappresentative. Orazio ha poi introdotto proprio Rui, «il quale si è assunto una responsabilità significativa: gli auguro di essere supportato da tutti i componenti della delegazione, del comitato veneto e dal consigliere regionale. Io stesso per quanto possibile nei primi mesi cercherò di aiutarlo. Al tempo stesso, giustamente non dovrà replicare ciò che facevo io. Ho corso e girato tutti i campi negli anni, perché ero interessato ad ascoltare e capire i problemi. Ma ognuno agisce nel modo ritenuto più corretto ed efficace, in base alla disponibilità anche di tempo».

Zanin non ha mancato di tirare qualche orecchio.

«Ci sono battaglie da portare avanti, come quelle per i contratti dei dipendenti, affinché non si torni indietro di 30 anni. Parliamo di persone fondamentali che meritano di essere tutelate e ritengo la Lega Nazionale Dilettanti e non solo debbano sostenere di più le attività federali, dirottando lì le risorse piuttosto che per stage o riunioni galattiche e poco utili. Personalmente in 50 anni di calcio in tutti i ruoli ho vissuto la crescita esponenziale del pallone, anche se adesso ci sono persone che tendono ad allontanare chi ha entusiasmo e voglia di fare. Da delegato ho affrontato discussioni e battibecchi. A volte ho sentito critiche per rinvii legati al maltempo da chi magari l’anno precedente non voleva giocare in casa per non rovinare qualche migliaio di euro di interventi manutentivi, oppure magari in alcune circostanze non presentava la squadra. Far calcio qui a Belluno non è facile, ci sono difficoltà legate al meteo e forse il prossimo anno non avremo neppure una Terza Categoria provinciale. Un segno dei tempi, considerando che quando ho iniziato nel 2013 le società di Terza erano 23. Eppure so di società di altre delegazioni che per giocare in zone meno comode domandando un rimborso economico… Per me, se vuoi giocare a calcio, lo fai senza richieste del genere. In ogni caso non sono disfattista, in quanto abbiamo una quarantina di società, 5 mila tesserati, oltre una decina di sintetici realizzati e altri pronti a nascere nei prossimi mesi. Senza dimenticare tra pochi mesi ben due stadi come quelli di Belluno e Feltre omologati per il professionismo. Ci sono dunque tante cose positive e altre da portare avanti, a patto comunque di coinvolgere tutti».

Le parole del successore Andrea Rui

Se prima ero preoccupato, dopo questo trionfo di complimenti adesso sono spaventato!». Sorridendo, Andrea Rui ha idealmente raccolto il testimone da Orazio Zanin. Dal primo luglio spetterà a lui il ruolo di delegato provinciale. La nomina del delegato avviene di stagione sportiva in stagione sportiva, ma nessun dubbio la carica durerà almeno un paio di anni, visto che nel 2028 il Comitato veneto Figc tornerà a elezioni.

«Come detto alla riunione telematica dell’altra sera, io sono del tutto profano a proposito di questo ruolo. C’era questa possibilità, mi sono offerto e la disponibilità è stata accettata e indirizzata. Non posso che essere grato a chi ha spinto per il mio nome. Adesso rinnovo la richiesta di essere affiancato da “Acio” quanto meno… per due anni! Battute a parte, lo “spavento” confido venga indirizzato e le capacità emergano, con la collaborazione di chi vorrà darsi da fare. Da giudice sportivo, con Giuseppe Dal Pont e suo figlio avevamo un impegno scandito una volta a settimana. Adesso chiaramente le esigenze di tempo saranno differenti e per fortuna mia moglie Silvia sarà ben contenta di essermi vicina (ride, ndr.) in questi momenti dove avrò bisogno di tutti». 

 

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