Obiettivo: arrivare più in alto possibile

Riunione di oltre tre ore del comitato tappa per valutare ogni possibile scenario: tutto dipenderà dalla neve che scenderà
Di Ilario Tancon

AURONZO. La volontà è quella di arrivare il più in alto possibile. Se non sarà il rifugio Auronzo, almeno Misurina. Ma tutte le alternative sono prese in considerazione.

Ore febbrili ad Auronzo dove il comitato tappa sta facendo gli straordinari per poter fare in modo che, domani, della Silandro – Tre Cime di Lavaredo si possa, in caso di stravolgimento della frazione, salvare il salvabile. Vale a dire la spettacolarità di un arrivo in salita.

Il maltempo sta creando parecchi problemi al Giro d’Italia (oggi “tagliati” Gavia e Stelvio) e per la giornata di oggi sono previste nevicate copiose oltre i 1.500 metri di quota, localmente consistenti anche a quote inferiori, tanto che il Centro funzionale decentrato della Protezione Civile del Veneto ha dichiarato lo stato di attenzione per neve sulla montagna veneta al di sopra dei 1000 metri di quota dalle 20 di ieri fino alle 20 di oggi. Per la giornata di domani le previsioni non sono così catastrofiche come per oggi. Il centro Arpav di Arabba parla di “tempo variabile/instabile, con qualche schiarita in mattinata, seguita da aumento della nuvolosità con fenomeni di instabilità nelle ore centrali e al pomeriggio, molto meno intensi e diffusi di venerdì. Clima anormalmente fresco, anche freddo in quota».

Per quanto riguarda le precipitazioni, saranno generalmente assenti fino a metà mattina, mentre dalle ore centrali e al pomeriggio saranno possibili “rovesci sparsi (60/70%), più probabili su Prealpi, meno su Dolomiti». La quota neve, in ogni caso, è data tra i 1300 e i 1600 metri di altitudine. E la colonnina del mercurio a 2000 metri è prevista sui – 4 gradi. C’è poco da essere ottimisti, dunque, sul fatto che la tappa mantenga l’integrità originaria che prevede le ascese a Costalunga, San Pellegrino, Giau, Tre Croci e Tre Cime.

Le salite in programma sono tante e a fare problema saranno la discesa e la possibilità di slavine. Soprattutto sul Giau, il cui culmine supera i 2200 metri di altitudine. Per arrivare dalla Val Venosta alle Tre Cime evitando le salite, l’unica soluzione è passare per Bressanone e poi per la Pusteria fino a Dobbiaco. E da qui salire almeno fino a Misurina.

Ad Auronzo ieri sera il comitato tappa si è riunito per oltre tre ore al fine di considerare ogni possibile scenario e le relative soluzioni. Tutte le ipotesi sono state vagliate: dall’ arrivo alle Tre Cime a quello a Misurina salendo da Carbonin. Questa, al momento, pare la soluzione più logica. Ma sul piatto rimane anche un possibile arrivo a Misurina dopo essere transitati per Cimabanche e aver affrontato il Tre Croci. Così come non è stato escluso del tutto un arrivo ad Auronzo, magari dopo aver fatto il giro per la Valle del Boite. Le variabili meteo sono tantissime e ogni decisione verrà presa solamente nella serata di oggi, se non addirittura nella primissima mattinata di domani.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Riproduzione riservata © Corriere delle Alpi