Neomy Petagna ora sogna: «Il mio obiettivo sono le Olimpiadi»

BELLUNO. In una parola, volontà. È quella che ha spinto la diciassettenne Noemy Petagna, portacolori dell'Athletic Firex Belluno, a conquistare il titolo italiano Allieve nei 60 ostacoli indoor, ed è quella che la fa guardare a traguardi sempre più ambiziosi.
La neo campionessa azzurra punta ai Mondiali Under 18 di Nairobi nei 100 ostacoli outdoor, in Kenya, in programma dal 12 al 16 luglio, e sogna le prossime Olimpiadi.
«Penso a Tokyo 2020, sarebbe un sogno. Intanto vorrei fare il minimo per Nairobi, poi si vedrà».
Noemy continua a infilare successi livello giovanile, dopo le vittorie da Cadetta e alla prima stagione da Allieva l'anno scorso.
«Speravo di vincere il titolo italiano ed è andata bene. Perderlo sarebbe stata una delusione», dice. «È un'emozione, sono molto felice e abbastanza soddisfatta. Non del tutto perché ho fatto lo stesso tempo dell'anno scorso (quando era arrivata seconda dietro a Desola Oki, ndr) e volevo il personale. Volevo scendere sotto gli 8 secondi e 59, però sono contenta comunque. Spero di fare sempre meglio, adesso punto tutto sull'outdoor e vorrei fare il minimo nei 100 ostacoli per i Campionati del Mondo di Nairobi, che è di 14"25. L'anno scorso ho fatto 14"38, ma allenandomi seriamente spero di farcela», prosegue la ragazza dell'Athletic Firex, che ha le idee chiare su dove limare i decimi che le mancano.
«Posso migliorare sulla tenuta. Indoor riesco a tenere abbastanza, mentre outdoor dopo i primi ostacoli fatti bene tendo a cedere un po'».
Intanto, lunedì mattina Noemy Petagna si è risvegliata con il titolo italiano indoor Allieve nei 60 ostacoli.
«C'erano ragazze che avevano un ottimo tempo, ma che purtroppo non sono riuscite a confermarsi in finale e mi è dispiaciuto, perché volevo giocarmela, non vincere facile».
La concorrenza per lei è uno stimolo.
«La competizione mi piace», conferma. «Temevo in particolare Rebecca Menchini (alla fine ottava) e Valeria Paccagnella (rimasta fuori dalla finale per un soffio) perché con i tempi eravamo lì», spiega l'ostacolista bellunese. «In batteria ero abbastanza sicura, sono partita convinta e ho fatto un tempo che non mi aspettavo nemmeno, 8"65. In semifinale ero un po' stanca, però in gara non l'ho sentita. Prima della finale ero agitata e sui blocchi di partenza ero abbastanza tesa, poi però quando ci hanno chiamato ai nostri posti mi sono tranquillizzata ed è andata bene. Sapere di essere campionessa italiana è una bellissima sensazione perché ti senti la migliore, ma si può sempre migliorare», racconta Noemy Petagna.
«L'immagine che mi è rimasta più impressa è quella dell'arrivo per prima. Sono orgogliosa di aver portato Belluno e la squadra sul gradino più alto del podio. Voglio ringraziare i miei allenatori Mauro Sommacal e Piero D'Incà, che mi aiutano molto, e i miei genitori Carmine Petagna e Margherita Vitiello che hanno sempre creduto in me».
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