Limana, c’è da risolvere il problema palestra

Calcio a cinque. Per giocare in C1 serve una deroga per il Palimana. «In A1 ci sono campi più piccoli»

LIMANA. Palestrati. Ci vorrà qualcuno che sfondi i muri del Palimana, per fare in modo che la struttura sia a norma per la C1 appena conquistata dalla squadra di Diego Pilat. Mancherebbero quattro metri in lunghezza e allora come fare?

«Dobbiamo seguire le regole del Comitato regionale, a differenza che da altre parti - sospira Alan Casanova - il campo dev'essere 36 metri, il nostro è solo 32 e di spazio dietro alle gabbie non ce n'è. In A1 e A2, non ci sono le stesse regole ferree, pertanto ci sono anche società che utilizzano impianti più piccoli, rispetto al nostro. Da dire che, in giro, ho visto impianti molto meno confortevoli. Con meno luce e anche meno gente».

Le tre alternative. Se la matricola non dovesse giocare in casa, sarebbe veramente triste. Possibile che non si possa avere una deroga? E in questo caso, dove potrebbe andare? «Ci sono le soluzioni Spes Arena di Lambioi, PalaRicolt di Sedico e PalaMares di Ponte nelle Alpi. Ad ogni modo, sentirò a Marghera quello che hanno da dirmi, posto che alla prima riunione il delegato regionale Antonio Peron mi era sembrato molto perentorio sull'impossibilità di deroghe: evidentemente non ha mai visto il Palimana. E anche il nostro rappresentante Giacomo Fiabane mi sembra poco intenzionato a venirci incontro».

Poi il resto. La prima cosa da sistemare è la palestra, le altre arriveranno solo in un secondo momento, a cominciare dalla conferma (già scontata) dell'allenatore della storica promozione Diego Pilat: «Ne parleremo in seconda battuta, nel frattempo dobbiamo per forza risolvere questa questione prioritaria, dal momento che sulla domanda d'iscrizione dovremo indicare l'impianto di gioco». (g.s.)

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