La seconda vita di Pietro Piller Cottrer

Sci nordico. Primo collegiale a Moena da allenatore dell’Under 23: «Penso a come ero io quando avevo solo vent’anni»
Di Ilario Tancon
20100216 - WHISTLER (CANADA) - SPR - VANCOUVER:PILLER COTTRER 'SONO BUON VINO,INVECCHIO E VINCO'. Il fondista italiano Pietro Piller Cottrer durante la cerimonia di consegna delle medaglie nella 15 km ieri sera 15 febbraio 2010. ANSA/DANIEL DAL ZENNARO
20100216 - WHISTLER (CANADA) - SPR - VANCOUVER:PILLER COTTRER 'SONO BUON VINO,INVECCHIO E VINCO'. Il fondista italiano Pietro Piller Cottrer durante la cerimonia di consegna delle medaglie nella 15 km ieri sera 15 febbraio 2010. ANSA/DANIEL DAL ZENNARO

SAPPADA. Quasi vent’anni fa esordiva in Coppa del Mondo (era il dicembre del 1994 e si correva proprio nella sua Sappada). Domani farà il suo esordio come allenatore. Chiusa lo scorso gennaio la carriera agonistica (e che carriera) Pietro Piller Cottrer comincia una nuova vita. Sempre sulla neve, sempre in pista, sempre a sfidare gli avversari. Ma questa volta da tecnico. Da allenatore della squadra azzurra Under 23.

Già dal giorno nel quale aveva dato l’annuncio del ritiro, a febbraio durante i Campionati del Mondo della Val di Fiemme, si era parlato di un probabile impiego del sappadino come tecnico all’interno delle squadre azzurre ma niente era stato ufficializzato. Il progetto, ora, è diventato realtà. Dopo una vita da atleta che gli ha regalato un titolo mondiale (Oberstdorf 2005) e quattro medaglie olimpiche (argento in staffetta a Salt Lake City 2002, oro in staffetta e bronzo nel pursuit a Torino 2006 e argento nella 15chilometri skating di Vancouver 2010), Killer Piller riparte: «Sì»,conferma il trentottenne di Sappada, «da domani sera sarò in raduno a Moena con i ragazzi dell’Under 23. Il mio primo raduno da tecnico. Inizia un’altra avventura».

Un altro lavoro e un’altra sfida per il carabiniere di Sappada, dopo tanti anni in prima linea: «Sono entusiasta. Negli ultimi anni di carriera ho cercato di costruirmi un futuro frequentando i corsi maestri, allenatori e istruttori. Ora eccomi qui. Pronto a trasmettere ai ragazzi tutto quello che ho imparato. Ho imparato tanto dai corsi ma pure dalla mia esperienza diretta e dai tanti allenatori che ho incontrato. Spero di riuscire a mettere a frutto tutto al meglio».

Da atleta a tecnico il cambiamento di prospettiva non è cosa da poco. «Una cosa che ho già cercato di fare è quella di immedesimarmi in questi ragazzi di vent’anni pensando come ero io alla loro età. Un’età nella quale un atleta ha più dubbi che certezze. Ecco, una delle primissime cose da fare sarà quella di trasmettere loro tranquillità».

Il fondismo italiano giovanile è alla ricerca di rilancio perché, Federico Pellegrino a parte, i risultati in questi ultimi anni non sono poi stati molti. «Credo che il lavoro impostato già dallo scorso anno con FuturFisi sia importante. Fondamentale è stato aver impostato un lavoro che coinvolge non solo i ragazzi ma anche i loro tecnici di club. Per guardare al futuro occorre che tutto il movimento degli sci stretti, ai più diversi livelli, lavori in sinergia». Parlerà parecchio bellunese lo staff tecnico delle squadre giovanili azzurre, alla cui guida, come coordinatore, c’è il trentino Marco Selle.

Ad occuparsi degli Under 23, insieme a Piller Cottrer ci sarà infatti anche lo zoldano Pierluigi Costantin, da qualche anno tecnico proprio delle formazioni giovanili azzurre e già abituato a questo tipo di ambiente, che introduce alla prima squadra . Gli Juniores, invece, sono affidati al sappadino Francesco Semenzato e al valdostano Manuel Tovagliari.

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