Hockey, Tom Pokel si presenta all’Alleghe

ALLEGHE. Un angolo del suo bagaglio di conoscenze hockeystiche è occupato dall’esperienza di difensore nelle leghe minori americane. Il resto sono i trascorsi quasi ventennali in veste di allenatore tra Del, campionati austriaci, dove ha diretto anche la Nazionale under 18, e Pontebba. Per qualche giorno lo statunitense Tom Pokel ha lasciato l’Austria, dove risiede, per piantare i primi semi del proprio lavoro ad Alleghe, dove sta incontrando i giocatori. L’impressione che fornisce è quella di un signore elegante, che trasmette cortesia ma anche molta determinazione e preparazione specifica. Sta conoscendo i suoi ragazzi e detta loro le linee principali della stagione. Riserva attenzione ai senatori come ai “boce”, sui quali conta molto.
«Per dare consistenza e crescita alla squadra sarà indispensabile un forte contributo dei giovani», spiega in un inglese privo di particolari inflessioni il nuovo coach biancorosso, «tranne i reduci dal Mondiale scandinavo, tutti hanno già iniziato a lavorare a secco. Stiamo definendo la fisionomia della squadra ed i programmi di lavoro. Probabilmente Steve Mc Kenna sarà ad Alleghe in luglio, mentre io arriverò il mese successivo. Ho detto ai ragazzi che lavoreremo duro a settembre, con allenamenti pesanti, perché sono convinto che se ti prepari con intensità poi giocherai intensamente».
Chi sarà l’assistant coach?
« Dobbiamo ancora definire al meglio questo punto».
Si vocifera di alcune sirene che cercano di incantare i giocatori locali più appetiti. A questa domanda la reazione di Pokel è in linea con quella del direttivo: sembrano sorpresi, usano il condizionale, ma tendono ad escludere sgradite partenze. Ed i trasfert card? L’unica certezza riguarda il ritorno di Adam Dennis ed il forfait di Hogeboom e Forsstrom, che rispettivamente hanno dato l’addio all’hockey e scelto la pista svedese. Su Vince Rocco il tecnico stampa un gran punto di domanda. Stesso discorso per gli altri protagonisti della semifinale biancorossa.
In questi giorni si gioca, ad un livello piuttosto alto, la Calder Cup, la finale Ahl. E’ possibile che riusciate a strappare qualche elemento a quella prestigiosa lega?
«Ci stiamo guardando intorno, in tutte le direzioni», spiega Pokel, «ma è troppo presto per andare al sodo. Finito il campionato italiano ho fatto parte dello staff della Nazionale olandese, come assistant coach. Lì ho avuto modo di conoscere e vedere all’opera diversi giocatori, nei training camp olandese e ceko e poi in Polonia. Ci stiamo lavorando, dipenderà anche dal badget che avremo a disposizione».
La bussola delle preferenze su che continente è puntata?
«Anche a Pontebba ho avuto modo di lavorare con atleti di varie provenienze, non è importante la nazionalità».
Stefano Orsingher
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