Granfondo Sportful, la salita del Monte Avena regala l’oro a Enrico Zen

Gara in solitaria per la tedesca, fra i maschi sul podio Tovar Rivera e Cecchini I partecipanti hanno dovuto fare i conti con il caldo e la grandine sul Rolle



Il tris di Enrico Zen nella venticinquesima edizione della Granfondo Sportful Dolomiti Race, la gara di Feltre proposta dal Pedale Feltrino che, con i suoi 210 chilometri di sviluppo e 5200 metri di dislivello, rappresenta la gara monstre nel mondo delle granfondo. Quest’anno diventata ancora più dura con l’inserimento di ulteriori 2,7 chilometri di salita, con tratti al 13 per cento, dopo il passaggio a Croce d’Aune.

Per il terzo anno consecutivo ad aggiudicarsi la manifestazione è stato il vicentino del Team Mobilzen Trek, che ha tagliato il traguardo in 6h52’13”, precedendo di una cinquantina di secondi il compagno di squadra colombiano Oscar Tovar Rivera. Terzo gradino del podio per il toscano Stefano Cecchini, vincitore a Feltre nel 2015 e nel 2016.

«Io non parto mai per vincere, 5200 metri di dislivello sono tanti e fino all’ultimo è difficile dire chi vincerà, oggi è venuta fuori la mia grinta, questa vittoria è il coronamento di tanti sacrifici. Lavorare e allenarsi non è per niente facile», ha raccontato Zen alla fine della sua impresa.

All’attacco del Passo Croce d’Aune sono arrivati in dodici ma la rumba vera è scattata sugli ultimi chilometri del Monte Avena. «Cecchini ha imposto un forcing all’inizio del Croce ed è stato fantastico», ha continuato Zen. «Ma io conosco molto bene quella montagna, l’ho scalata tante volte abitando qua vicino. Sapevo cosa mi aspettava, sapevo che avrei fatto la differenza negli ultimi km del Monte Avena».

«Questa è la mia ultima Sportful da atleta vero, smetto con le granfondo dopo la Maratona dles Dolomites e farò il turista», ha detto invece Cecchini, medaglia di bronzo di questa edizione. «Ci sono quattro granfondo che contano in Europa e questa è una di quelle, ma adesso basta».

Tra le donne, poco da dire con una tedesca Rausch che ha dominato la gara. A Ponte Oltra, all’attacco del Croce d’Aune aveva già 23’ di vantaggio sulle inseguitrici, diventati 30’ al traguardo. Una gara in solitaria, con pure il problema che nella discesa del Croce aveva perso una lente a contatto.

Trentacinque nazioni al via

La granfondo Sportful Dolomiti Race si è confermata gara dai grandi numeri. Quasi 5 mila gli iscritti, quasi 4 mila i partenti. 35 le nazioni presenti, tra le quali Stati Uniti, Canada Russia, Ucraina, Argentina e Colombia. I paesi maggiormente rappresentati sono stati Germania, Olanda, Gran Bretagna, Ungheria, Danimarca, Polonia e Belgio.

Quest’anno presente in forze la Spagna: una cinquantina di atleti per il gruppo guidato da Max Caselli, catalano di Barcelona di origini italiane. «Siamo in 46, alcuni catalani, altri di Madrid e di Siviglia», ha spiegato Caselli, country manager di Manifattura Valcismon per la Spagna. «Per noi venire a Feltre è pedalare ma anche trascorrere tre giorni insieme, per apprezzare il territorio. Io la Sportful la ho fatta una ventina di volte».

La grandine sul Rolle

In una giornata di grande caldo, i concorrenti hanno dovuto fare i conti anche con il freddo. A metà pomeriggio, infatti, nella zona del Rolle sono arrivate pioggia e grandine.

L'esordio di Ravanelli

Tra i tantissimi partecipanti alla Sportful Dolomiti Race anche “penna bianca” Fabrizio Ravanelli, ex calciatore della Juventus. «Era la mia prima partecipazione a questa granfondo, il percorso medio è davvero fantastico, la gara è bellissima, segnalata perfettamente e con personale ovunque» ha detto. «Fantastico trovare l’asfalto in condizioni così perfette. Direi che questa granfondo è da fare per avere un souvenir della vita».

L'emozione di Piol

Poco dopo le 20, accolti gli ultimi, Ivan Piol ha brevemente commentato l'edizione del quarto di secolo. Un traguardo davvero importante. «Mi emoziono come la prima volta. Grazie a tutti che rendono possibile la Sportful Dolomiti Race», le sue parole. —



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