È il grande giorno di Oscar De Pellegrin

Il bellunese stasera (diretta Rai Sport 1) sarà il portandiera azzurro nella cerimonia di apertura delle Paralimpiadi

LONDRA. Notte da Oscar. Ieri sera l'alzabandiera, al Villaggio Olimpico e oggi la cerimonia d'apertura della Paralimpiadi di Londra 2012. Il portabandiera dell'Italia è l'arciere di Sopracroda, Oscar De Pellegrin, che già ieri sera aveva la pelle d'oca, figurarsi quando alle 20.30 comincerà la sfilata, allo stadio Olimpico. A proposito, telecronaca diretta dalle 20.30, su Rai Sport 1.

Dietro a lui, il mezzofondista di Feltre Davide Dalla Palma, il tecnico bellunese dell’arco Renato De Min e tutto il meglio dello sport paralimpico nazionale: anche due personaggi famosi come Alex Zanardi, che sarà in gara nell'handbike e Annalisa Minetti, che dopo una partecipazione a Miss Italia e un Festival di Sanremo vinto si è data al mezzonfondo.

«Intanto, ieri sera abbiamo fatto l'alzabandiera ed è stata già una bella emozione - dice Oscar - L'atmosfera al villaggio è festosa come al solito, ma ci sono anche questi momenti istituzionali. Stasera il grande evento, dal quale dovrà cercare di smarcarmi il più velocemente possibile, perché domattina avrò già le qualificazioni dell'arco. Si comincerà alle 11, ora italiana. Non c'è dubbio che per me sia un grande onore portare la bandiera e, per questo, devo ringraziare il presidente del Comitato Paralimpico, Pancalli e tutta la giunta del Coni per questo coronamento di venticinque anni di sport».

Ultimi allenamenti. Nel tiro con l'arco, sono in gara anche Alberto Luigi Simonelli, Fabio Azzolini, Mario Esposito, Giampaolo Cancelli, Vittorio Bartoli e Gabriele Ferrand tra gli uomini e, in campo femminile, Veronica Floreno, Elisabetta Mijno e Mariangela Perna. Ieri le ultime frecce di allenamento: «Freddo, vento e pioggia. Lo scenario è stato questo, tipicamente londinese. Rispetto alla gara preolimpica di qualche mese fa, è cambiato qualcosa, al campo di gara, che è sempre l'impianto che alle Olimpiadi ha ospitato il tiro a volo con l'oro di Jessica Rossi, ma le condizioni ci sono per tutti e allora va bene così».

La promessa solenne. Per De Pellegrin, queste saranno le ultime Paralimpiadi. Sarebbe bello chiudere con qualcosa d'importante e magari un metallo prezioso al collo: «Quello che possiamo dire è che affronteremo le gare con la massima serenità, con la speranza di regalare le stesse emozioni dell'Italia olimpica. Sarebbe il massimo».

Sei paralimpiadi. Ne ha scoccate di frecce, da Barcellona 92 in poi. Questa è la sesta edizione. Cosa è cambiato in questi 24 anni? «In tutto questo tempo, sono stati fatti grandi passi avanti. A Barcellona, quasi nessuno ci conosceva e seguiva le nostre gare, mentre adesso gli atleti hanno acquisito visibilità e magari possono avere anche qualche piccolo sponsor. In più, le medaglie hanno un valore superiore. Credo non debbano esserci distinzioni fra atleti disabili e normodotati». (g.s.)

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