Cortina sempre più lontano dalla Ebel 2

Hockey. L’Austria chiede risposte certe entro metà maggio e soprattutto una programmazione di ben cinque stagioni

CORTINA. Entro maggio, parola della Ebel, che ha preso in mano la parte organizzativa del nuovo campionato che andrà ad accogliere squadre italiane ed austriache, il futuro sarà delineato e sono in quel momento si potrà capire chi ci sarà o meno. Il periodo è delicato nell’hockey italiano, si riflette sulla possibilità o meno di sbarcare o meno in una nuova realtà che per molti, significa la possibilità di rilanciarsi ed iniziare una nuova avventura. Il paradiso è lontano, va detto, ma intanto quello che è certo che non tutte le società italiane chiamate a dare il loro assenso al nuovo progetto sono pronte ad intraprendere un nuovo viaggio.

La Ebel 2 vedrà al via 8 squadre austriache ed il punto di domanda, ad oggi, riguarda, le squadre italiane. Renon, Valpusteria, Vipiteno, Gherdeina e quasi certamente anche il Fassa ci saranno, Asiago e soprattutto Cortina ci stanno pensando, ma al momento non sembrano convinte.

Il presidente della Fisg Andrea Gios, in un'intervista rilasciata alla Gazzetta dello Sport, ha ribadito come la Federazione non possa impedire alle squadre di casa nostra di andare via. Un concetto molto chiaro quello del numero uno dell'hockey italiano, conscio che per rilanciare il movimento c'è bisogno di una scossa.

Dall'Austria, nel frattempo, hanno le idee molto chiare: chi prenderà parte al torneo dovrà garantire la propria partecipazione per i prossimi 5 anni, regole chiare, marketing e comunicazione gestiti Oltrebrennero e stretta collaborazione tra le due Federazioni. Non è ancora chiaro come sarà strutturato il torneo, quanti stranieri potranno essere schierati, ma resta in ballo la proposta di garantire a ciascuna squadra una quota di 40 punti per allestire il roster: ogni squadra non potrà superare tale cifra e per ciascun giocatore, così come avviene in Ebel, sarà assegnato un punteggio, in base a età, passaporto ed eventuali presenze in nazionale.

La strada è tracciata, dunque, ma come detto qualche società è pronta a fare un passo indietro. Da Asiago non arrivano prese di posizione ufficiali e tutto tace, da Cortina, è cosa nota, che più di qualche membro del direttivo, abbia espresso forti perplessità sul nuovo campionato. I costi si alzerebbero, rispetto alla Serie A, e qualcuno a microfoni spenti, in attesa di una decisione da parte della Sportivi Ghiaccio, ribadisce che la Ebel 2 potrebbe portare maggiore interesse, ma certamente non riempirebbe l'Olimpico, garantendo almeno un buon contingente spettatori lungo tutto l'arco della stagione. In parole povere: andare via non è la soluzione a tutti i problemi dell'hockey.

L'alternativa, e questo è un altro punto ancora tutto da verificare, sarebbe la Serie B o forse la nuova Serie A, visto che lo stesso Gios ha ribadito che lo scudetto non potranno contenderselo le compagini che sbarcheranno nel torneo transfrontaliero. Cortina potrebbe ritrovare Merano, Milano, Alleghe, Fiemme, Egna, tanto per fare alcuni nomi, disputando un torneo senza stranieri, anche se non sarebbe da escludere una nuova formula che potrebbe spingere le società ad introdurne una quota minima (magari 1, forse 2) per aumentare il livello del campionato. Niente voli pindarici, comunque andrà a finire, e obiettivo primario la valorizzazione dei giovani, senza fare follie. Il tempo va avanti, il futuro è alle porte, ma una certezza c'è: da qui a metà maggio ne vedremo delle belle.

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