Cavalet: «La sospensione era l’unica possibile Spero arrivino i ripescaggi»

BELLUNO

L’annullamento di tutte le promozioni da parte della Fipav ha provocato nei giorni scorsi un vero e proprio terremoto ai vertici delle Leghe di serie A maschile e femminile, con le dimissioni dei presidenti Fabris e Mosna. A cascata, tutte le società che correvano per il titolo o per il salto di categoria hanno risentito della decisione federale.

È il caso, tra le altre, della Picco Lecco iscritta alla serie B1 femminile in cui gioca da protagonista la feltrina Francesca Dalla Rosa. Al momento della sospensione dei tornei la società lombarda occbellunesi upava il primo posto solitario del girone. Un primo posto conquistato, e mantenuto ininterrottamente, sin dalla prima giornata. Ci sono, però, anche società che hanno accolto con maggior favore le decisioni federali.

«Siamo tutti concentrati su quanto sta succedendo nel mondo – commenta Stefano Cavalet, presidente del Trichiana che si è salvato nonostante il quartultimo posto in classifica – sperando di tornare presto alla normalità anche se personalmente non sono per niente fiducioso fino a quando non ci sarà il vaccino. Bisognerà vedere se sarà possibile riprendere normalmente il prossimo anno. Lo spero tanto. Per quanto riguarda la decisione, credo fosse l’unica possibile. E comunque qualsiasi fosse stata non avrebbe potuto accontentare tutti. Non aver potuto completare il campionato è già di per sé un’ingiustizia (sportiva) e mi dispiace molto soprattutto per le squadre che stavano vincendo il loro campionato. Spero che abbiano la possibilità di usufruire di eventuali ripescaggi e possano ottenere la soddisfazione che meritano anche se vincerlo sul campo è chiaramente tutt’altra cosa. Noi abbiamo avuto un anno difficile com’era logico per una neopromossa ma eravamo in piena lotta per la salvezza ed è già motivo di soddisfazione».

La Pallavolo Belluno, dal canto suo, ha voluto ringraziare atlete, atleti, tecnici, dirigenti e le loro famiglie «per l’impegno profuso nella porzione di stagione in cui si è potuto svolgere l’attività agonistica, ma anche e soprattutto per il senso di responsabilità dimostrato in questa difficile situazione per il nostro Paese», tifosi e sponsor «che generosamente e con grande passione hanno contribuito a realizzare gli sfidanti obiettivi che ci siamo posti e che ci auguriamo possano continuare a sostenerci anche in futuro. Resta ovviamente un po’ di amaro in bocca per non aver potuto dare continuità al lavoro svolto in palestra ed agli ottimi risultati soprattutto delle prime squadre, ma c’è anche la consapevolezza che la tutela della salute deve necessariamente essere alla base di ogni azione intrapresa».

Le squadre della Pallavolo Belluno (quella di B2 femminile e quelle maschili di B e D), nel frattempo, hanno devoluto alla protezione civile di Belluno i ricavati delle “casse multe” della stagione 2019-2020. Un’iniziativa analoga era stata presa dalle ragazze della Pallavolo Sedico (la donazione, in quel caso, era andata agli ospedali di Belluno e Feltre). Sempre nei giorni scorsi è stato rimesso in vendita, allo stesso scopo, il libro di Giovanni Arnelio Bortoluzzi “La Pallavolo a Belluno”. —

N. P.

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