Lavaredo Ultra Trail, il caldo fa più eroica l’impresa di Tollefson e di Kathrin Götz

Arriva dalla California il nuovo re di Cortina: Tim Tollefson si aggiudica la tredicesima edizione della Lavaredo Ultra Trail. Confermate le premesse della vigilia: gara durissima, resa ancor più complicata dal gran caldo. Per quanto riguarda invece la gara al femminile, sul campanile di Cortina sventola alta la bandiera svizzera di Kathrin Götz. Tra curiosità e destino: entrambi, Tollefson e Gotz, parteciparono all’edizione 2018 chiudendo sul gradino più basso del podio. Quest’anno hanno deciso di riprovarci, centrando in pieno il successo. Tanti i ritiri, altrettanti i malori che hanno costretto ad un tour de force il team sanitario impegnato al servizio della manifestazione. 1800 i partenti venerdì sera in un corso Italia gremito. Atmosfera come sempre suggestiva che, una volta giunti a Cadin, ha lasciato spazio alla fatica. Già verso il passo Tre Croci, Tim Tollefson ha iniziato a menare le danze. Il ritmo imposto dall’uomo a stelle e strisce ha fatto presto selezione tra gli avversari. Nessun indugio, nonostante il mal di stomaco presentatosi impietoso a metà percorso. «Dopo il terzo posto dello scorso anno volevo riprovarci, sentivo che questo poteva essere il mio anno, e così è stato», ha sentenziato Tollefson una volta tagliato il traguardo di corso Italia, applaudito dal folto pubblico assiepato dietro le transenne. Sempre sorridente Tim, nonostante la fatica dei 120 chilometri messi alle spalle in dodici ore e diciotto minuti (quattro in più del tempo record): «Sorrido pensando che la vera sofferenza, nella vita, è ben altra». Chapeau Tim.
Alle spalle dell’americano un cinese, Jiasheng Shen, mentre il terzo addirittura arriva dalla Nuova Zelanda e si chiama Sam Mc Cutcheon. Quarto posto per il basco Javier Dominguez, “eroe” del Tor de Geantes in val d’Aosta nel quale lo scorso anno ha fatto registrare il tempo record. Quinto uno svedese, Carl Johan Sorman, dichiaratosi rammaricato per la sconfitta della Svezia nella corsa alle Olimpiadi 2026 ma contento di aver «scoperto un posto bellissimo che risponde al nome di Cortina» .
Il primo degli italiani al traguardo è stato il varesino Andrea Macchi, ma a strappare applausi a scena aperta è stato il “padrone di casa” , il cadorino doc Ivano Molin, ventiquattresimo assoluto.
«Non so se è stato il mio miglior piazzamento alla Lavaredo Ultra Trail, ma di certo ogni anno questa gara regala emozioni incredibili», ha detto l’atleta auronzano una volta tagliato il traguardo dove ad accoglierlo c’era la fidanzata Yuki D’Emilia, neo assessore al turismo del Comune di Belluno, «per me che sono di casa, e che queste montagne posso dire di conoscerle a memoria, la Lavaredo Ultra Trail offre sempre l’occasione giusta per emozionarsi. In tanti mi hanno chiesto informazioni di natura turistica, eventi come questo sono uno spot unico per la promozione del nostro territorio, in tutto il mondo».
Archiviata la gara maschile, in campo femminile la svizzera Kathrin Gotz ha letteralmente fatto il vuoto. Dopo il terzo posto dello scorso anno, la svizzera, così come Tollefson, è tornata a Cortina con intenti bellicosi: primo posto in cascina già a metà percorso, nulla da fare per la pur agguerrita concorrenza: secondo posto per la francesina dai capelli biondi Audrey Tanguy, terza la vicentina Francesca Pretto. Da segnalare, lungo il percorso, anche un tratto innevato, precisamente sul punto più alto delle Cinque Torri.
Maschile: 1. Tim Tollefson (Stati Uniti, 12. 18. 47), 2. Jasheng Shen (Cina, 12. 31. 08), 3. Sam Mc Cutcheon (Neo Zelanda, 12. 47. 22), 4. Javier Dominguez (12. 56. 53), 5. Carl Johan Sorman (Svezia, 13. 16. 25).
Femminile: 1. Kathrin Gotz (Svizzera, 14. 59. 52), 2. Audrey Tanguy (Francia, 15. 24. 10), 3. Francesca Pretto (Italia, 15. 34. 28), 4. Kirsten Hindhammer Amundsgaard (Norvegia, 15. 48. 39), 5. Maite Maiora Elizondo (Spagna, 16. 29. 09). —
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