Terremoto hockey, addio di Mair alla Nazionale

Il coach lascia con una lettera molto polemica verso la Federazione. Dura la replica di Gios della Fisg
IIHF - ICE HOCKEY WORLD CHAMPIONSHIP DIV I - GROUP A KRAKOW - POLAND 19-25 APRIL 2015 POL - ITA RIS 1:2
IIHF - ICE HOCKEY WORLD CHAMPIONSHIP DIV I - GROUP A KRAKOW - POLAND 19-25 APRIL 2015 POL - ITA RIS 1:2
BOLZANO. Terremoto nell’hockey. Dopo tre anni, Stefan Mair non è più l’allenatore del Blue Team. L’addio, di fatto, si è consumato dopo i Mondiali di Colonia, ma solamente dopo lo stage di Bressanone è caduta la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso. Lo scontro tra Andrea Gios, presidente della Fisg, e Mair (sostenuto dal vicepresidente Zublasing e dal responsabile hockey Alto Adige Christian Trettl, ndr) consumatosi a Bressanone dopo l’ultima amichevole dell’Italia si è concluso con le dimissioni del coach di Caldaro, che decide di andarsene, sbattendo la porta. Un rapporto cominciato con un progetto incentrato sulla valorizzazione dei giocatori italiani, finito malissimo.


«Quando 3 anni fa ho preso in mano la Nazionale Senior sapevo che la strada era lunga – esordisce Mair nella lettera di addio – e piena di difficoltà. In questo progetto ci ho messo l’anima, il cuore e la mia faccia, con un taglio netto agli oriundi e con un gruppo giovane, 15/16 siamo saliti in Gruppo A. Se poi, nemmeno 24 ore al termine del mondiale di Colonia, via mail vengono fatti delle accuse e critiche sul mio operato e soprattutto su questioni tecniche e tattiche, vuol dire chiaramente che la fiducia nei confronti dell’allenatore ormai non c’è più. La mancanza di supporto tolgono energia e ti logorano nel tempo. Sono purtroppo anche deluso da una parte dei giocatori locali che non hanno capito e dato abbastanza rispetto al ruolo che gli ho assegnato. Un ruolo che. comunque. include di dare esempio ai giovani che entrano in squadra, di accompagnarli. Invece preferiscono, di andare in ferie a fine luglio».


Parole di fuoco quelle di Mair, che si scontrano, come previsto, con la replica, altrettanto decisa, del presidente Gios. «Mair ha sempre avuto carta bianca, gli abbiamo affiancato lo staff che voleva, senza mettere mai alcuna pressione di risultato. Non ho mai interferito in alcuna sua scelta, anche quando non la condividevo. Se non avessi avuto fiducia non gli avrei certo rinnovato il contratto fino al 2019. Il mio parere sulla squadra è positivo e mi pare che non ci sia da scandalizzarsi se qualcuno evidenzia degli spunti, per avviare una discussione aperta sui punti da migliorare».


Gios ritorna sulle polemiche dopo il Mondiale di Colonia.


«Ho analizzato come ha giocato la squadra ed ho cercato di fare una analisi di quello che si è visto con spirito costruttivo. Rispetto a qualche altro presidente, intendo confrontarmi francamente con i collaboratori e sono sempre disposto a discutere apertamente ed a parlare con tutti. Sulle convocazioni di Bressanone e le tante defezioni non ho assolutamente nessuna critica da muovere a chi è rimasto a casa. Nel nostro hockey si parla di semi-professionismo, è questa la realtà, chi ha deciso di non venire avrà avuto le proprie ragioni, ma quando tutti questi giocatori, che questa volta hanno marcato visita (chiaro il riferimento soprattutto ai giocatori del Bolzano, ndr), hanno vestito la maglia azzurra ci hanno sempre messo l’anima e hanno sempre risposto presente. Adesso dovremo pensare al futuro. perchè questa scelta ci ha un po’spiazzati: cercheremo un traghettatore che possa guidare la Nazionale fino ai prossimo Mondiali in Ungheria, poi dovremo ripensare ad un progetto pluriennale. Non ripartiremo da zero».


Ma ripartire non sarà facile.


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