Hockey, il futuro è sempre più in bilico

Le altoatesine spingono per una Ebel2, Cortina e Asiago tentennano. Ma così la serie A non può più andare avanti

CORTINA D'AMPEZZO. Il futuro? Tutto da definire. Ancora una volta. L'hockey italiano è ad un bivio, ma il problema vero è che dietro l'angolo non ci sono certezze, ma solo ipotesi, suggestioni, tentazioni, senza certezze.

Non è certo un mistero l'intenzione da parte di alcune società di tentare la carta vincente (poi da valutare alla prova dei fatti) iniziando una nuova avventura a braccetto con austriache e slovene. Davanti al campionato italiano, che sta vivendo la fase più importante della stagione con le semifinali play off ma che, comunque vada, non sarà certo ricordato per i suoi effettivi riscontri mediatici e di pubblico.

L'ipotesi più calda resta e rimane la Ebel 2, un torneo transfrontaliero che andrebbe a mutuare, almeno nei programmi e la formula, quando sta avvenendo nel campionato principale al quale prende parte da tre stagioni il Bolzano (che ieri ha confermato coach Pokel, ndr). Una rassegna a 12 squadre, per quelle società che non possono e non vogliono permettersi di prendere parte ad una lega privata come la Erste Bank Eishockey Liga, dove la visibilità non manca, il pubblico è numeroso (Bolzano in Austria ha chiuso la stagione con oltre 2500 persone di media al Palaonda, Vienna con oltre 120mila spettatori complessivi per le sfide interne), l'impatto mediatico su tutti i livelli è confortante, ma dove gli oneri certo non mancano: fidejussione a cinque zeri da anticipare a gennaio e budget discretamente alti (Vienna vanta 8 milioni di euro di budget per una stagione).

Utopia, almeno alle nostre latitudini, e allora meglio “accontentarsi” di una lega minore, con regole però certe, gestita Oltrebrennero, con calendari già fissati a giugno, copertura televisiva e un modus operandi professionale. Le società di Serie A (non tutte, va detto) ci stanno pensando seriamente e hanno già tenuto un incontro in Austria, per capire meglio se la soluzione possa davvero essere allettante. In Austria spingono forte sulla Ebel 2, non è un mistero, in Alto Adige idem, vedi Renon, Val Pusteria e Vipiteno, cercano nuove motivazioni, per rialzare la testa e aumentare il seguito di pubblico, rispetto al desolante quadro attuale.

Chi tentenna, pare, sono Cortina e Asiago, le uniche società del Veneto, che preferirebbero continuare con un campionato italiano a 4 stranieri. Da altre parti qualcuno chiede un ridimensionamento a 2 stranieri, vista la differenza abissale a bilancio tra i capitoli entrare ed uscite.

In Federazione il presidente Gios non ha posto nessun veto e più volte ha ribadito come, allo stato attuale, non vi siano le condizioni per continuare ad organizzare un campionato italiano dignitoso, vista anche la probabile defezione del Valpellice. Non è un segnale di resa, quello di Gios, ma la semplice constatazione di una triste realtà, con la quale bisogna confrontarsi a cuore aperto.

Lunedì le società italiane si incontreranno e qualcosa scaturirà. Inevitabilmente. Il futuro è cominciato. Ancora una volta, l'hockey deve rimboccarsi le maniche, nel periodo forse più complicato della sua lunga storia.

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