Lega Hockey, c’è anche Lacedelli nel direttivo

BOLZANO. La nuova LIHG si presenta. La conferenza stampa tenutasi ieri a Bolzano e principalmente dedicata alla prossima Final Four di Coppa Italia, in programma a Brunico sabato e domenica, è stata l'occasione utile anche per conoscere i volti del nuovo direttivo della Lega Italiana Hockey Ghiaccio, un'istituzione di fatto mai destituita, ma che ora vuole ripartire con slancio ed essere davvero protagonista nel panorama nazionale.
Al vertice dell'organigramma LIHG, nel ruolo di presidente, c'è Marcello Cobelli, mentre il suo vice è il presidente del Renon Thomas Rottensteiner; nel direttivo, invece, figurano tre dirigenti di club di Serie A, ossia Lorenzo Lacedelli (Cortina), Andreas Mariner (Val Pusteria) e Roberto Ongari (Fassa), ed altrettanti rappresentati i club di Serie B, nello specifico Walter Andriolo (Merano), Tiziano Terragni (Milano) e Günther Plattner (Ora).
«Siamo partiti da poco e stiamo muovendo i primi passi - così il presidente Marcello Cobelli - ci siamo concentrati immediatamente sulle norme organizzative, per capire come alcune cose possano migliorare, stiamo pensando ad un nuovo piano per la comunicazione e valutando anche altri aspetti; nella sostanza il nostro lavoro è finalizzato ad aiutare i vari club ed essere loro di sostegno».
A proposito di club, quali hanno aderito? Per quanto concerne la Serie A praticamente tutti tranne il Valpellice (società non rappresentata da alcun tesserato nemmeno per la presentazione della Final Four di Coppa Italia), mentre per la Serie B troviamo Alleghe, Appiano, Caldaro, Egna, Merano, Milano, Ora, Pergine, Rittner Buam Junior, Val Pusteria Junior e Val Venosta.
«L'hockey italiano è alle prese con l'ennesimo anno di assestamento – aggiunge Cobelli – e ne siamo consapevoli: il nostro compito è quello di creare delle formule che possano durare nel tempo e non farci sempre ripartire da zero, come accaduto di recente. Sappiamo che economicamente è difficile per tutti, ci troviamo in un periodo complicato e gli investimenti non sono sempre agevoli; è complicato, dunque, sbilanciarsi su questioni del tipo quante squadre prenderanno parte alla prossima Serie A o quante alla prossima Serie B: per noi la cosa importante è che ogni società faccia il meglio possibile con quello che ha a disposizione. Non chiediamo a nessuno di fare il passo più lungo della gamba».
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