A sorpresa l’Asiago potrebbe seguire il Bolzano nella ricca Ebel

BOLZANO. Parlare del futuro dell’hockey italiano a febbraio, in attesa dell’inizio dei playoff, potrebbe sembrare una barzelletta. Perché in Italia, è risaputo, anche nell’hockey, quasi sempre, si decide di non decidere.
Il periodo caldo (in tutti sensi) rimane l’estate, dove fino all’ultimo i dirigenti provano a sedersi attorno ad un tavolo, cercando la soluzione che accontenti un po’ tutti.
Quest’anno però, qualcosa sembra già muoversi. Perché la EBEL, la lega dove gioca il Bolzano, sta già lavorando per la prossima stagione ed in serie A, qualche società potrebbe anche saltare. Intanto si inizia con i primi sondaggi, e le novità interessanti (incredibile ma vero) non mancano.
Ebel. Asiago in pole position, Milano e Valpusteria alla finestra Il campionato transfrontaliero piace, eccome. Ottimo livello, squadre di rango (vedi Red Bull Salzburg e Vienna Capitals), ingredienti che a Bolzano hanno riportato un buon pubblico (media superiore alle 2200 unità a partita al Palaonda). I Foxes continueranno anche nella prossima stagione l’avventura in Austria (contratto di tre anni con la Erste Bank Eishockey Liga) ed intanto, la Lega d’Oltrebrennero guarda ad un possibile allargamento, limitato però ad una sola compagine italiana. L’Asiago, partito a fari spenti, è in cima alla lista: i buoni uffici con la IIHF, la parentesi in Continental Cup ed uno stadio, l’Odegar, in grado di soddisfare molte delle richieste austriache, sono le basi per un possibile ingresso degli stellati nella Lega. Milano e Valpusteria stanno già lavorando per fare il salto al di là del confine, ma i problemi non mancano. I meneghini hanno il problema del budget, un contratto con lo stadio che scadrà quest’anno ed inoltre, alcune società di rilievo non sarebbero disposte ad uno spostamento troppo a nord del torneo. Per il Valpusteria (sponsorizzato da Klagenfurt e Villach) il problema è uno solo: lo stadio. La Leitner Solar Arena (capienza 2000 spettatori tutti in piedi, ndr) è totalmente inadeguato e prima del 2016, è difficile pensare ad una nuova casa per i gialloneri.
Elite A. Buio totale I problemi maggiori derivano dal massimo campionato. Già orfano del Bolzano e dell’Alleghe, la cosiddetta Elite A sta vivendo una stagione difficile. Stadi vuoti, interesse mediatico molto al di sotto delle aspettative, calendario troppo fitto con sole otto squadre al via. Il futuro si annuncia molto incerto, perché qualche squadra, causa problemi economici, rischia di “saltare”. Il problema principale rimane uno solo: il numero troppo elevato di stranieri, considerando il livello del torneo. Nove transfer card sono obiettivamente troppi. L’idea per il futuro è quella di ridimensionare il tutto e forse, la medicina sarebbe quella di ripartire da zero: progetto pluriennale, con due stranieri e tanti giovani, per fare crescere il numero di giocatori. A rischio per il futuro il Fassa e il Valpellice, con il Vipiteno pronto ad abbracciare il progetto Inl.
Inl. Il campionato piace (parola dei presidenti altoatesini) e sarà riproposto, con l’aggiunta del Kitzbuhel (compagine austriaca) quasi certa di prendere parte alla lega. Confermate Appiano, Egna e Gherdeina (tutte e tre contrarie ad un ritorno in serie A), i dubbi riguardano il Merano, mentre il Caldaro, quasi certamente, si dedicherà al solo settore giovanile, partecipando alla serie B.
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