Marina Piller, paura per una scivolata

La grande paura aleggia su Facebook. Per fortuna per un paio d’ore perché poi tutto si risolve per il meglio. Ieri pomeriggio Marina Piller, una delle quattro bellunesi in partenza per Sochi e la più in forma della squadra di fondo femminile, ha gettato lo scompiglio tra i tifosi con un post che diceva: «I dieci minuti più lunghi della mia vita - in pessimo stato presso Ospedale di Brunico».
In effetti, era successo che nel pomeriggio, scivolando sul ghiaccio a Dobbiaco, era caduta pesantemente sulla mano che già un paio di stagioni fa aveva infortunato. Logica la paura, alla vigilia del volo per la Russia, di vedere vanificati mesi di lavoro finalizzato ai Giochi. In serata, sempre su Facebook, Marina ha poi tranquillizzato i propri tifosi, scrivendo: «Niente di grave solo una contusione alla mano».
«In effetti ho preso una gran bella paura – spiega la sappadina della Forestale –. Per fortuna i raggi hanno detto che non c’è nulla di rotto. Adesso c’è solo da aspettare che passi il gonfiore. E che passi in fretta perché a Sochi la prima gara che dovrei affrontare è il pursuit in programma già sabato, 8 febbraio». Marina e le altre azzurre questa sera saranno a Bergamo da dove domani prenderanno il volo per Sochi. Ieri, intanto, a Dobbiaco è andata in scena la seconda e conclusiva giornata di Coppa del Mondo. Giornata dedicata alle sprint a tecnica libera, con Fulvio Scola unico bellunese in gara.
La Norvegia si è confermata ancora una volta nazione-padrona. Ola Vigen Hattestad e Marit Bjoergen sui gradini più alti del podio. Il primo ha avuto la meglio in finale del connazionale Eirik Bransdal e del tedesco Josef Wenzl, la seconda ha replicato il successo di sabato nella 10 chilometri in classico superando la tedesca Denise Herrmann e l'altra norvegese Ingvild Oestberg. Grande rammarico in casa Italia per la prematura uscita di scena di Federico Pellegrino. Il poliziotto valdostano, presentatosi in Val Pusteria col pettorale rosso di leader, è stato messo ko nei quarti di finale dalla sfortuna.
Proprio sulla salita decisiva, ha perduto un bastoncino in seguito ad un contatto con un avversario che lo seguiva da vicino. Rimasto senza appoggio per una trentina di metri, ha recuperato per disputare la volata ma non abbastanza per avanzare alle semifinali. In questo modo Pellegrino perde il pettorale di leader della specialità a favore di Wenzl: 256 punti contro 243.
Meglio è andata a David Hofer. Il carabiniere altoatesino è stato ripescato in semifinale come lucky looser, poi ha concluso al settimo posto.
Fra le donne eliminate nei quarti sia Gaia Vuerich che Greta Laurent, con la trentina che ha travolto in batteria la svizzera Van der Graaf che era caduta davanti a lei.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Riproduzione riservata © Corriere delle Alpi








